Borse dell'America Latina: San Paolo -2,1%, Città del Messico -0,4%

Le borse dell'America Latina hanno chiuso ieri contrastate.

Il Bovespa a San Paolo ha perso il 2,1% a 60.820,93 punti. Gli USA hanno creato lo scorso mese meno posti di lavoro di quanto atteso dagli economisti. Gli investitori temono ora che la ripresa della prima economia mondiale possa rallentare. I titoli dei produttori di materie prime sono andati a picco. Nel settore dell'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha perso il 3,5%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) il 5,4% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) il 5,2%. Klabin (BRKLBNACNPR9), il maggiore produttore di carta dell'America Latina, ha perso il 3,3%. Vale (BRVALEACNPA3), il primo produttore al mondo di minerale di ferro, ha perso il 2,7%. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha perso il 4,3%. Il prezzo del petrolio ha chiuso ieri a New York in ribasso del 4%.

Tra gli altri indici del continente sudamericano l'IPC a Città del Messico ha perso lo 0,4% e il Colcap a Bogotà lo 0,7%. Il Merval a Buenos Aires ha guadagnato lo 0,9%, l'IPSA a Santiago del Cile lo 0,2% e il General a Lima lo 0,4%. L'IBVC a Caracas ha chiuso invariato.

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