Borse dell'America Latina: San Paolo -2,4%, Città del Messico -1,2%

Quasi tutte le borse dell'America Latina hanno chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso il 2,4% a 67.952,50 punti. Anche sul mercato azionario brasiliano hanno pesato la forte tensione tra le due Coree e la crisi del debito sovrano in Europa. Gli investitori continuano inoltre a temere che la Banca Central del Brasile possa inasprire la sua politica monetaria per ridurre la pressione inflazionistica. Tra i bancari Banco do Brasil (BRBBASACNOR3) ha perso il 4,1%, Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) l'1,8% e Itau Unibanco (BRITAUACNPR3) il 2,6%. Nel settore immobiliare Cyrela (BRCYREACNOR7) ha perso il 4,6%, Gafisa (BRGFSAACNOR3) il 3,6% e Rossi Residencial (BRRSIDACNOR8) il 4,6%. Nel settore dell'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha perso il 2,9%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) il 2,8% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) il 4,1%.
Petroleo Brasileiro
(BRPETRACNPR6) ha perso l'1,6%. Il prezzo del petrolio ha perso ieri a New York un ulteriore 0,6%. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso il 2,2%. Il prezzo del rame ha chiuso ieri a New York in ribasso dell'1,4%.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dell'1,2% a 36.271,80 punti. Tra i titoli principali del listino messicano América Móvil (MXP001691213) ha perso l'1,3%, Cemex (MXP225611567) l'1,9%, Grupo Mexico (MXP370841019) l'1,2% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) l'1,2%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso l'1,8%, il General a Lima l'1,2% l'IPSA a Santiago del Cile lo 0,7% e il Colcap a Bogotà l'1,4%. L'IBVC a Caracas ha chiuso anche ieri invariato.

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