Borse dell'America Latina: San Paolo e Città del Messico chiudono in forte ribasso

La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in ribasso.Il Bovespa a San Paolo ha perso il 2,4% a 68.200,07 punti. I timori legati ad una possibile stretta creditizia in Cina hanno fatto scattare una pioggia di vendite sulla piazza finanziaria brasiliana. Secondo quanto riportano diverse fonti le autorità cinesi avrebbero invitato alcune banche a limitare la loro attività di concessione di prestiti per il resto di gennaio. Il mercato teme ora che la Cina, il motore della ripresa della congiuntura mondiale, possa ridurre i suoi stimoli per l'economia più velocemente del previsto. Il Brasile verrebbe in questo caso colpito in particolar modo visto che è uno dei principali fornitori di materie prime del colosso asiatico. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha perso il 2,6%. Il prezzo del petrolio ha chiuso ieri a New York in calo dell'1,8%. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso l'1,8%. Il prezzo del rame ha perso ieri al NYMEX il 2,5%. Nel settore dell'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha perso il 2,4%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) il 3,5% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) il 3,7%. L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dell'1,4% a 32.025,34 punti. Tra le blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha perso il 3,2%, Grupo Mexico (MXP370841019) il 3,6% e Cemex (MXP225611567) il 2%. Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) ha chiuso stabile. Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso l'1,5%, il General a Lima lo 0,9% e l'IGBC a Bogotà lo 0,4%. L'IBVC a Caracas ha guadagnato lo 0,1%, l'IPSA a Santiago del Cile ha chiuso invariato.
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