Borse dell'America Latina: San Paolo frena, sale Città del Messico

Le borse dell'America Latina hanno chiuso ieri contrastate.

Il Bovespa a San Paolo ha perso lo 0,1% a 69.884,61 punti. Il forte aumento dell'inflazione in Cina ha fatto scattare delle prese di beneficio tra i minerari. Gerdau (BRGGBRACNPR8) e Vale (BRVALEACNPA3) hanno perso entrambi lo 0,8%. I prezzi al consumo sono cresciuti lo scorso mese in Cina del 2,7%. Gli economisti avevano atteso in media una crescita del 2,5%. La notizia ha fatto crescere i timori del mercato relativi ad una possibile stretta monetaria nel paese asiatico, uno dei principali motori della congiuntura globale. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha guadagnato lo 0,1%. Il prezzo del petrolio è salito ieri leggermente a New York. Nel settore della distribuzione Lojas Americanas (BRLAMEACNPR6) ha guadagnato l'1,3%. Le vendite al dettaglio sono aumentate a gennaio in Brasile del 2,7%. Si è trattato del più forte incremento dal 2010.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in rialzo dello 0,3% a 32.602,94 punti. Tra le blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha guadagnato lo 0,7%. Cemex (MXP225611567) l'1,5% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) lo 0,7%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires e l'IBVC a Caracas hanno chiuso invariati, l'IGBC a Bogotà e l'IPSA a Santiago del Cile hanno guadagnato lo 0,1%, il General a Lima ha perso lo 0,4%.
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