Borse dell'America Latina: San Paolo scende, ancora bene Città del Messico

La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in rialzo.

Il Bovespa a San Paolo ha perso l'1,1% a 69.652,10 punti. Il tasso di disoccupazione è sceso a settembre in Brasile ad un nuovo minimo storico. La notizia ha fatto aumentare i timori del mercato relativi all'inflazione e, di conseguenza, al futuro andamento dei tassi d'interesse nel più grande paese dell'America Latina. Nel settore immobiliare, che dipende in particolar mondo dal costo del denaro, Cyrela (BRCYREACNOR7) ha chiuso in ribasso dell'1,9%, Gafisa (BRGFSAACNOR3) dell'1,4%, PDG Realty (BRPDGRACNOR8) dell'1,3% e Rossi Residencial (BRRSIDACNOR8) del 3,2%. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha perso il 3,3%. Il prezzo del petrolio ha perso ieri a New York il 2,4%. Vale (BRVALEACNPA3) ha chiuso in calo del 2%. I prezzi dei metalli di base sono scesi ieri al NYMEX.
Fibria Celulose (BRFIBRACNOR9) ha guadagnato il 7,7%. Credit Suisse ha espresso ottimismo sui risultati del maggior fabbricante di cellulosa del mondo per il terzo trimestre.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in rialzo dello 0,2% a 34.965,20 punti (nuovo record storico). Tra le blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha guadagnato lo 0,2%, Cemex (MXP225611567) lo 0,2%, Grupo Mexico (MXP370841019) lo 0,2% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) lo 0,5%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha guadagnato lo 0,4%, l'IBVC a Caracas lo 0,1%, l'IPSA a Santiago del Cile lo 0,4% e il Colcap a Bogotà lo 0,9%. Il General a Lima ha perso l'1,5%.
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