Conviene investire nei mercati emergenti: l’opinione degli esperti di State Street Global Advisors

una mano con banconote di diverso taglio disposte a ventaglio

La volatilità sarà un tema predominante anche nei prossimi mesi e riguarderà tutte le principali asset class. A sostenerlo è una recente nota a cura degli esperti di State Street Global Advisors, secondo cui le misure che cercano di frenare l’inflazione e di contrastare la recessione sono all’origine dell’andamento attuale dei mercati ed  è probabile che a fine anno i mercati finanziari si ritroveranno su valori simili a quelli attuali. Saranno molto interessanti – proseguono gli esperti – i movimenti ribassisti dei prossimi mesi e i successivi buy-the-dip, che spingeranno gli investitori ad adottare politiche di diversificazione per ridurre il rischio.

Come investire nel terzo trimestre 2022

In tale scenario, gli economisti di State Street Global Advisors sottolineano come tra i fattori chiave da monitorare vi sia sicuramente l’inflazione: i problemi causati dall’aumento dei prezzi – si legge in una nota – comprese le pressioni sul costo delle materie prime, sono destinati a durare per l’intero anno.

In questo scenario, aggiungono, “il comparto energetico in primis e poi quello dell’estrazione mineraria sono in grado di fornire una copertura adeguata, mentre un’esposizione sovrappesata alle risorse naturali è uno dei motivi per continuare a rimanere investiti sul settore azionario britannico anche nel terzo trimestre”.

Un’altra variabile che merita di essere tenuta sotto controllo sono i tassi di interesse: in uno scenario di incremento dei tassi gli esperti suggeriscono di puntare sulle azioni value e poi per i titoli finanziari europei ben posizionati e con elevato valore intrinseco.

I flussi degli ultimi mesi – proseguono – dimostrano peraltro che gli investitori stanno puntando soprattutto su asset con caratteristiche difensive, come il comparto sanitario.

Investire sul settore industriale

Passando al settore industriale, chi ha fatto meglio dallo scoppio della guerra in Ucraina in poi è certamente la difesa e, in particolare, quella europea, dal momento che alcuni Paesi dell’Ue hanno aumentato il budget per le spese militari. Bene anche il settore energetico, visto e considerato che per assicurare adeguati standard di sicurezza energetica si stanno aumentando i progetti di costruzione di impianti rinnovabili, così come le aziende produttrici di telefoni, automobili, batterie, chip e apparecchiature mediche.

Gli analisti di State Street Global Advisors consigliano un’esposizione alle aziende industriali americane piuttosto che a quelle europee per quanto riguarda i settori della difesa e dell’aviazione.

Il settore finanziario

Giungendo quindi al settore finanziario, State Street Global Advisors suggerisce un’esposizione al mercato europeo piuttosto che a quello statunitense, evidenziando come “il settore finanziario del Vecchio Continente sta vedendo un miglioramenti degli utili, cosa rara in un contesto come l’attuale, e per il prossimo anno le previsioni di crescita sono le più alte dopo quelle dei titoli tecnologici”.

In particolare, la solidità dei bilanci e dei flussi di cassa di istituti di credito e assicurativi sta sostenendo una crescita dei dividendi piuttosto interessante. Il margine di reddito delle banche europee continuerà ad essere impattato dalle decisioni sui tassi di interesse della Bce, della Banca di Inghilterra e della Fed, che hanno già adottato misure politiche restrittive.

I mercati emergenti

Si giunge così a quello che è probabilmente il focus del dossier, l’analisi dei mercati emergenti. Per State Street Global Advisors le azioni dei mercati emergenti, che cubano l’80% dell’indice Msci EM, rappresentano un’opzione appetibile in un contesto in cui la crescita globale sta rallentando. Di contro, le economie in via di sviluppo trainate dalla Cina dovrebbero vedere una crescita significativa stimata dagli analisti al 3,5% quest’anno e al 4,1% nel 2023.

Secondo gli analisti, saranno l’India e la Cina a guidare la crescita, seguite da Taiwan e Corea del Sud.

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