Le azioni dei mercati emergenti crescono grazie al miglioramento degli standard di corporate governance

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Gli investitori attribuiscono spesso i guadagni azionari solo alla rapida crescita economica che è comune ai mercati dei Paesi emergenti. Il miglioramento della corporate governance può, però, essere una considerevole fonte di guadagno per chi investe il proprio denaro direttamente nelle azioni dei mercati emergenti.

La storia dimostra che esiste una forte correlazione tra gli standard di corporate governance delle società dei mercati emergenti e la performance del prezzo dei loro titoli. Questo avviene perché una buona corporate governance tende a generare una miglior performance operativa, che a sua volta genera una migliore performance delle azioni.

Studi provano che le società asiatiche (escluso il Giappone) con i più alti standard di corporate governance hanno realizzato di gran lunga i rendimenti più elevati rispetto ai propri peer. Nei cinque anni conclusi alla fine del 2009, i titoli delle società nel primo quartile per standard di corporate governance sono cresciuti di oltre il 200%, più del doppio della media di mercato.

La percezione che i mercati emergenti siano un insieme di società a basso costo e mal gestite è oramai datata. I mercati emergenti ospitano, infatti, alcune delle migliori società al mondo – molte delle quali comprendono il valore per gli azionisti altrettanto bene delle società occidentali.

Ad esempio, Cremer (BRCREMACNOR2), il principale fornitore di prodotti medici del Brasile, mostra una corporate governance molto buona, con standard di contabilità soddisfacenti, livelli di trasparenza in via di miglioramento e chiare linee guida sulla disclosure. Avendo incontrato il management, siamo certi che la società abbia una forte disciplina finanziaria e crediamo che la quotazione del titolo non rispecchi ancora il potenziale di crescita profittevole.

Esistono molti modi per valutare l'orientamento di una società verso la corporate governance, sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti. Dialogare con il top management è parte integrante di questa valutazione, per capire se le scelte di un'azienda sono allineate con il nostro interesse di azionisti. In aggiunta, ci sono alcuni criteri che possiamo monitorare da una prospettiva più quantitativa. Questi includono la regolarità delle votazioni, gli obblighi di disclosure, la struttura proprietaria, la composizione del Cda (ad esempio la presenza di amministratori indipendenti e di ruoli separati per il presidente e il CEO) e la tutela degli azionisti di minoranza.

La politica dei dividendi è un altro buon indicatore dell'attenzione di una società per i diritti degli azionisti. In Asia, ad esempio, l'atteggiamento corporate è in via di transizione, passando da una limitata consapevolezza dell'importanza dei dividendi, all'apprezzamento di una crescente politica dei dividendi, che è più in linea con la pratica comune dei mercati sviluppati.

Prendiamo la taiwanese TSMC (TW0002330008) come esempio. L'azienda è leader del proprio settore con un eccellente track record di crezione di valore – è una tra le migliori aziende a livello mondiale, che per caso ha sede in un mercato emergente – e il proprio impegno verso gli azionisti è confermato da una crescente politica dei dividendi. Negli ultimi tre anni, le azioni hanno realizzato un rendimento totale del 21,67%, superando significativamente il rendimento totale dell'indice MSCI Emerging Markets, pari allo 0,73%.
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M. Godfrey e M. Vaight, co-gestori di M&G Global Emerging Markets Fund ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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