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Le borse dell'America Latina chiudono contrastate

Le borse dell'America Latina hanno chiuso ieri contrastate.

Il Bovespa a San Paolo ha perso lo 0,3% a 69.723,23 punti. Prima della decisione della Banca Centrale del Brasile sui tassi d'interesse molti investitori non hanno voluto correre rischi ed hanno realizzato i loro benefici. La maggior parte degli economisti si attende un aumento dei tassi di 25 punti base. Tra i bancari Itau Unibanco (BRITAUACNPR3) ha chiuso in ribasso dello 0,9%, Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) dello 0,9% e Banco do Brasil (BRBBASACNOR3) dello 0,5%. Nel settore immobiliare Gafisa (BRGFSAACNOR3) ha perso il 3% e Cyrela (BRCYREACNOR7) il 2,1%. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) e Vale (BRVALEACNPA3) hanno perso rispettivamente lo 0,2% e lo 0,4% nonostante l'aumento dei prezzi delle materie prime. JBS (BRJBSSACNOR8) ha perso il 4,3%. Il primo produttore di carne dell'America Latina ha posticipato di dodici giorni la sua emissione di nuovi titoli. Centrais Eletricas Brasileiras (BRELETACNOR6) ha guadagnato controtendenza il 2,3%.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in rialzo dello 0,2% a 32.798,30 punti. Telmex (MXP904131325) ha guadagnao il 3,7%. UBS ha alzato il suo rating sul titolo del principale operatore messicano di telefonia fissa da "Neutral" a "Buy". Tra gli altri titoli del listino messicano América Móvil (MXP001691213) ha guadagnato lo 0,7% e Cemex (MXP225611567) il 3,2%. Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) ha perso il 2,3%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha guadagnato lo 0,1%, l'IGBC a Bogotà l'1,3% e il General a Lima l'1,8%. L'IPSA a Santiago del Cile e l'IBVC a Caracas hanno perso rispettivamente lo 0,5% e lo 0,3%.
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