Le borse dell'America Latina chiudono deboli, pioggia di vendite a Lima

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La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso l'1,9% a 63.411,50 punti. L'attività manifatturiera ha rallentato lo scorso mese sia in Cina che negli USA, i due principali partner commerciali del Brasile. Tra i bancari Banco do Brasil (BRBBASACNOR3) ha perso l'1,6%, Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) l'1,6% e Itau Unibanco (BRITAUACNPR3) l'1,1%. Nel settore dell'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha perso il 2%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) il 2,9% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) il 2,4%. JBS (BRJBSSACNOR8) ha perso il 5,1%. HSBC ha tagliato il suo rating sul titolo del primo produttore di carne dell'America Latina a "Neutral".
Petroleo Brasileiro
(BRPETRACNPR6) e Vale (BRVALEACNPA3), i due titoli di maggior peso del Bovespa, hanno perso rispettivamente lo 0,4% e lo 0,8%.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dell'1,2% a 35.410,50 punti. Tra le blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha perso lo 0,4%, Grupo Mexico (MXP370841019) il 3,3%, Cemex (MXP225611567) l'1,2% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) l'1,7%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso il 2,3%, il General a Lima il 6% e il Colcap a Bogotà lo 0,4%. L'IBVC a Caracas e l'IPSA a Santiago del Cile hanno chiuso invariati. Sulla borsa di Lima ha pesato la crescente incertezza sull'esito del secondo turno delle presidenziali in programma domenica prossima. Gli ultimi sondaggi segnalano una situazione di parità tra la candidata conservatrice Keiko Fujimori e il candidato di sinistra Ollanta Humala.

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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