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Le borse di San Paolo e Città del Messico chiudono in forte ribasso

La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso l'1,9% a 61,840.99 punti. L'attività manifatturiera ha rallentato lo scorso mese in Cina, il principale partner commerciale del Brasile, più di quanto previsto dagli analisti. Nel settore dell'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha perso il 2,7%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) il 3% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) l'1,7%. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha chiuso in ribasso del 3,2%. Il prezzo del petrolio ha perso ieri a New York l'1,9%. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso il 2,1%. I prezzi dei metalli di base sono calati ieri sia a Londra che a New York. Vivo (BRVIVOACNOR1) ha guadagnato il 2,3%. Secondo quanto riportano diverse fonti Telefónica (ES0178430E18) avrebbe alzato a €6,5 miliardi la sua offerta per la partecipazione di Portugal Telecom (PTPTC0AM0009) nell'operatore telefonico brasiliano.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso del 2,5% a 31.245,83 punti. Tra i titoli principali del listino messicano América Móvil (MXP001691213) ha perso il 2,2%, Cemex (MXP225611567) il 4,3%, Grupo Mexico (MXP370841019) il 3,2% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) il 2,5%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso l'1,3%, l'IPSA a Santiago del Cile l'1,3% e il General a Lima l'1,5%. L'IBVC a Caracas e il Colcap a Bogotà hanno guadagnato rispettivamente lo 0,1% e lo 0,2%.
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