Le borse di San Paolo e Città del Messico chiudono in forte ribasso

La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso il 2% a 66.697,60 punti. I timori legati alla forte tensione in Egitto si sono aggiunti a quelli relativi alla crescita dell'inflazione in Brasile. Il risultato è stato una pioggia di vendite. Il Bovespa è arrivato a perdere fino al 3,2% prima di recuperare nelle ultime ore della seduta. Tra i bancari Banco do Brasil (BRBBASACNOR3) ha perso il 2,1%, Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) il 2,4% e Itau Unibanco (BRITAUACNPR3) il 2,2%. Nel settore immobiliare Cyrela (BRCYREACNOR7) ha chiuso in ribasso del 4,1%, Gafisa (BRGFSAACNOR3) del 2,7%, PDG Realty (BRPDGRACNOR8) dell'1,2% e Rossi Residencial (BRRSIDACNOR8) del 2,8%. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) e Vale (BRVALEACNPA3), i titoli di maggior peso del Bovespa, hanno perso rispettivamente l'1,2% e il 2,4%.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dell'1,6% a 36.839,70 punti. Cemex (MXP225611567) ha perso il 7,2%. Il produttore di cemento ha annunciato che emetterà fino a 6 milioni di nuovi titoli. Tra le altre blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha perso lo 0,9%, Grupo Mexico (MXP370841019) lo 0,8%, Banorte (MXP370711014) l'1,3% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) il 2,2%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso lo 0,9%, l'IPSA a Santiago del Cile il 2% e il Colcap a Bogotà lo 0,1%. Il General a Lima ha guadagnato lo 0,1%, l'IBVC a Caracas ha chiuso di nuovo invariato.

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