Borse europee: Brillano Ericsson e Telecom Italia, crollano Société Générale e Veolia

Un laptop mostra un grafico

I principali listini azionari europei sono a metà seduta positivi. Il FTSE 100 guadagna a Londra il 2,2%, il DAX a Francoforte l’1%, il CAC40 a Parigi l’1,8%, lo SMI a Zurigo lo 0,8% e l’S&P/MIB a Milano l’1,9%.
La maggior parte dei titoli bancari registra una seduta positiva. Barclays (GB0031348658) guadagna il 4,1%, Royal Bank of Scotland (GB0006764012) il 4,2%, Deutsche Bank (DE0005140008) il 2,6%, Credit Suisse (CH0012138530) il 3,9% e Banco Santander (ES0113900J37) l’1,3%. Ad Amsterdam ING Groep (NL0000303600) sale del 21,4%. Il colosso finanziario riceverà un’iniezione di liquidità di €10 miliardi da parte dello Stato olandese (per ulteriori dettagli clicca qui). A Parigi Société Générale (FR0000130809) perde circa il 9%. Secondo delle voci di mercato la grande banca francese potrebbe aver bisogno di un aumento di capitale. Sulla scia di Société Générale BNP Paribas (FR0000131104) perde il 5,9%.
Sempre a Parigi Veolia Environment (FR0000124141) crolla del 21%. Il leader a livello mondiale dei servizi per l’ambiente ha tagliato le stime sul suo cash flow operativo per l’intero esercizio.
A Stoccolma
Ericsson (SE0000108656) guadagna più del 21%. L’impresa svedese ha pubblicato questa mattina una trimestrale migliore delle attese del mercato (per ulteriori dettagli clicca qui).
A Zurigo Novartis (CH0012005267) perde il 3,1%. I risultati del gigante dell’industria farmaceutica non hanno riservato grandi sorprese (per ulteriori dettagli clicca qui). Dopo il balzo di venerdì scorso sul titolo sono scattate perciò delle prese di beneficio.
A Milano Telecom Italia (IT0003497168) sale di circa il 6%. Il mercato specula sul fatto che dopo aver aumentato la sua partecipazione in UniCredit (IT0000064854) la Libia possa investire anche nell’operatore delle telecomunicazioni.
I petroliferi registrano una forte ripresa. Royal Dutch Shell (GB00B03MLX29) guadagna il 6,8%, BP (GB0007980591) il 6,6%, Total (FR0000120271) il 7,5% ed Eni (IT0003132476) l’1,7%. Il prezzo del petrolio sale su un possibile taglio della produzione da parte dell’OPEC.

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