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Un 2013 ricco di sfide, ma caratterizzato da segnali positivi.

Un 2013 ricco di sfide, ma caratterizzato da segnali positivi.
L'outlook di M&G sui mercati nel 2013. © Shutterstock

Secondo M&G Investments la politica sarà nella zona euro l'elemento chiave per il 2013.

Jim Leaviss, Head of Retail Fixed Interest in M&G Investments, sostiene che segnali di un quadro più positivo stiano cominciando ad emergere e che il 2012 sia stato un anno buono per coloro che investono sui mercati obbligazionari. Gli obbligazionisti sono stati ben ricompensati; ad esempio, i bond corporate non finanziari in sterline hanno visto ritorni positivi dell'11.8%* year-to-date rispetto al 10.8% dello stesso periodo nel 2011**.
Questi guadagni su ampia scala dei mercati del credito sono avvenuti a dispetto di un contesto macroeconomico sfidante, della costante preoccupazione di una recessione di tipo double-dip in Inghilterra ed Europa, dell'aumentato indebitamento dei Paesi sviluppati e del rischio di errori politici rilevanti a livello globale.
Tuttavia, ci sono aree di miglioramento in alcune parti del mondo. Jim Leaviss commenta: “Non ci aspettiamo che si ripetano i forti guadagni visti in passato, ma siamo fiduciosi che ci siano ancora buone opportunità di investimento in molti comparti dell'universo a reddito fisso. Tutto dipende da dove si investe e su cosa si investe.”

L'Eurozona –ci si muove nella giusta direzione?
Guardando alle economie depresse dell'Eurozona, agli enormi squilibri di bilancio e alle tensioni sociali in aumento, è difficile immaginare come nel 2013 le cose potrebbero peggiorare o anche migliorare per l'Europa.
La politica sarà l'elemento chiave per il 2013. Se pensiamo agli aspetti positivi, la Banca Centrale Europea ha recentemente adottato un approccio più aggressivo e sembra entrare nel 2013 con un armamentario più adeguato per affrontare le difficoltà della regione. L'Istituto ha mostrato un maggiore impegno a prendere in considerazione misure di salvataggio fuori dall'ordinario, portando i rendimenti dei titoli di Stato dei periferici a indietreggiare dal precipizio. “Tuttavia, siamo ancora inquieti rispetto al rally che abbiamo visto sulla scia di queste decisioni. I politici europei hanno una storia di lungo corso nel lasciare che i problemi si trasformino in crisi prima di trovare una soluzione,” afferma Jim Leaviss.
Leaviss consiglia una particolare prudenza a chi vuole esporsi all'euro. Nel 2013 i titoli di Stato tedeschi continueranno con tutta probabilità a svolgere il ruolo di ‘porti sicuri' per gli investitori nervosi. Tuttavia, con i rendimenti dei Bund a breve scadenza che vanno in negativo e quelli a più lunga scadenza poco meglio, il gestore è meno ottimista sulle prospettive di lungo termine di questi titoli. Il debito tedesco indicizzato all'inflazione sembra offrire una protezione a buon prezzo contro un rialzo dell'inflazione nel medio termine.
Secondo la view di Leaviss, i titoli di Stato dei periferici dovrebbero comunque essere presi con le pinze e la sua preferenza per i Paesi dell'Europa ‘core' è la stessa anche per il settore delle obbligazioni societarie.

Cambiamento di regime delle banche centrali
Jim Leaviss si aspetta che la Bank of England, con il suo nuovo governatore canadese, continui a monopolizzare l'attenzione nel 2013. “Il 2012 ha fornito ulteriore prova di quello che abbiamo ribattezzato ‘cambiamento di regime delle banche centrali', ovvero lo spostamento non dichiarato delle priorità delle maggiori banche centrali passate dall'assoluto controllo del target di inflazione rispetto agli stimoli all'economia. Gli aumenti dei prezzi al consumo su base annua del Regno Unito possono essere scesi dal 5.2% raggiunto a fine 2011, ma ad oggi sono al di sopra al target del 2% della Banca per tre anni consecutivi”.

Stati Uniti – missione compiuta?
La maggior parte dei segnali positivi della view macroeconomica di M&G vengono dagli Stati Uniti. I recenti sviluppi del mercato immobiliare USA sono particolarmente incoraggianti se guardiamo al 2013. Lo stock di proprietà immobiliari disponibili è diminuito sostanzialmente nel 2012 ed è ora sotto i quattro mesi di disponibilità, un livello che ha spesso preceduto una forte ripresa. In aggiunta a questo, i prezzi delle case stanno crescendo, pur rimanendo al di sotto dei loro livelli record. La Federal Reserve ha cercato di spingere il mercato spostando il focus del suo programma di alleggerimento quantitativo dall'acquisto dei Treasuries all'acquisto di titoli garantiti da mutui ipotecari.
Leaviss rimane positivo sul dollaro, così come sui corporate bond investment grade e high yield degli Stati Uniti. La sua view positiva sugli Stati Uniti è basata sul credo che il Paese supererà nel 2013 la prova del fiscal cliff (cioè permettere che entrino in vigore i tagli alla spesa automatici e aumenti delle tasse per un import pari al 4% del PIL nazionale). Nessuno dei due partiti politici della nazione può permettersi di far scivolare il Paese nella recessione, il risultato inevitabile dell'irrigidimento fiscale. Leaviss si aspetta che arriveranno eventualmente a un compromesso nel breve termine, allontanando di qualche anno la data in cui dovranno concordare una soluzione di lungo termine per il debito.

Mercati emergenti – ancora poco cool
Il team obbligazionario di M&G acquista il debito governativo e i corporate bond emergenti esclusivamente dopo una scrupolosa selezione, in quanto ritengono che il debito degli emergenti in valuta locale sia stato troppo strettamente correlato ai movimenti dei mercati azionari, indicando che i rendimenti conseguiti sono stati alimentati dall'appetito al rischio degli investitori piuttosto che da fondamentali di qualità. Qualsiasi oscillazione di grande dimensione nel sentiment degli investitori globali potrebbe vedere una retromarcia dei massicci afflussi di capitali degli ultimi anni, con conseguenze notevoli per gli investitori. Il rally del debito dei mercati emergenti degli ultimo anni ha inoltre lasciato valutazioni che sembrano fin troppo care.

* Fonte: Bloomberg/Merrill Lynch, al 30 novembre 2012
** Fonte: Bank of America/Merrill Lynch, al 31 dicembre 2011




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