S&P declassa 18 banche italiane, recessione più lunga del previsto

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Standard & Poor's è la più importante agenzia di rating al mondo. ©gary yim - Shutterstock

Standard & Poor's ha tagliato il rating di lungo termine di 18 banche italiane.

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Standard & Poor's ha tagliato il rating di lungo termine di 18 banche italiane. Si tratta di una diretta conseguenza dell'analoga misura adottata nei confronti del rating sovrano dell'Italia.

Nel dettaglio l'agenzia statunitense ha declassato UBI Banca (IT0003487029) e Credem (IT0003121677) a "BBB-"; Fga Capital, Iccrea Holding, Iccrea Banca, Iccrea BancaImpresa e Mediocredito a "BB+"’; Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Popolare dell'Emilia Romagna (IT0000066123), Banco Popolare (IT0004231566) e Banca Popolare di Milano (IT0000064482) a "BB"; infine Agos Ducato, Carige (IT0003211601) e Unipol Banca a "BB-".

S&P ha invece confermato su Intesa Sanpaolo (IT0000072618), UniCredit (IT0000064854), Mediobanca (IT0000062957), Credito Sportivo, Banca Fideuram, Banca Popolare dell'Alto Adige e Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane il rating di "BBB".

S&P indica in una nota che l'outlook sul settore bancario italiano resta negativo. S&P spiega che le banche italiane operano in un difficile contesto macroeconomico e sono più esposte ad una recessione più profonda e lunga del previsto. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

S&P ha confermato di attendersi per il 2013 un calo del PIL dell'Italia dell'1,9%. S&P avverte di non prevedere un'inversione di tendenza significativa per il 2014.

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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