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FMI: Tensioni politiche rischio per economia, deficit al 3,2% nel 2013

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Christine Lagarde, direttrice dell'FMI. ©ID 1974 - Shutterstock

FMI: Senza cambiamenti strutturali la crescita di medio termine resterà bassa.

Le tensioni all'interno della coalizione di governo rappresentano un rischio per l'economia italiana. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nel suo rapporto sull'Italia.




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L'istituzione con sede a Washington esprime apprezzamento per le misure approvate dall'esecutivo durante l'estate, ma ritiene che ulteriori riforme siano necessarie per aumentare la produttività e sostenere l'occupazione.

L'FMI avverte che senza cambiamenti strutturali la crescita di medio termine resterà bassa. Secondo l'FMI l'Italia avrebbe bisogno di migliorare il mercato del lavoro, aprire il settore dell'energia e liberalizzare i servizi. L'FMI punta inoltre il dito sull'inefficienza del sistema giudiziario che aumenta i costi per le aziende e frena gli investimenti esteri.

Per quanto riguarda le banche l'FMI indica che la posizione di capitale è migliorata ma il settore resta vulnerabile alla debolezza dell'economia. Per questo motivo l'FMI invita ad andare avanti con le misure già avviate dalla Banca d'Italia. L'FMI mette in guardia dai problemi di Banca MPS (IT0001334587). Secondo l'FMI il piano di ristrutturazione della banca senese sarebbe ambizioso e presenterebbe dei rischi per tutto il sistema bancario italiano.

Per il 2013 l'FMI prevede un calo del PIL dell'1,8%. Una modesta ripresa dovrebbe iniziare alla fine di quest'anno e l'economia italiana dovrebbe crescere nel 2014 dello 0,7%.

Guardando alla situazione dei conti pubblici, dopo essersi attestato al 2,9% del PIL nel 2012 il deficit dovrebbe salire nel 2013 al 3,2%, per calare al 2,1% nel 2014. Il debito dovrebbe invece aumentare ancora. Dal 127% del PIL del 2012, al 132,3% quest'anno e al 133,1% il prossimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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