Draghi: La crisi non è superata, ma ci sono molti segnali incoraggianti

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Mario Draghi, il presidente della BCE. ©matthi - Shutterstock

Intervista di Draghi a Der Spiegel. Il presidente della BCE vede dei significativi progressi ed è soddisfatto per aver smentito i tedeschi.

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Il rischio di una disgregazione dell'unione monetaria è in gran parte scongiurato. Lo ha dichiarato Mario Draghi in un'intervista all'autorevole settimanale tedesco "Der Spiegel".

"La crisi non è superata, ma ci sono molti segnali incoraggianti", ha indicato il presidente della BCE. Secondo Draghi l'economia sarebbe in molti Paesi in ripresa, gli squilibri commerciali si starebbero riducendo e i deficit di bilancio sarebbero in calo. "È più di quanto ci si poteva aspettare un anno fa", ha spiegato Draghi.

Soddisfazione per aver smentito i tedeschi

Draghi si è mostrato soddisfatto che le critiche mosse dagli economisti e banchieri centrali tedeschi alla sua politica si siano rivelate prive di fondamento. "C'era questa paura perversa che le cose peggiorassero", ha affermato Draghi. "Ogni volta si diceva: per l'amor di Dio, questo italiano distrugge la Germania". Invece sarebbe accaduto il contrario, infatti "l'inflazione è bassa e l'insicurezza è calata".

I tassi bassi non vanno a svantaggio dei risparmiatori

Draghi ha respinto le accuse secondo cui la politica dei tassi bassi vada a svantaggio dei risparmiatori. Non sarebbe colpa della BCE che i rendimenti dei depositi bancari non riescano neanche a coprire l'inflazione. "In particolare negli anni scorsi, non potevamo controllare i tassi a lungo termine, perchè gli investitori erano fortemente intimoriti a causa della crisi dell'euro". A detta di Draghi sarebbero i mercati finanziari globali a determinare i rendimenti di capitale nel lungo periodo.

Nessun rischio di deflazione

Tuttavia Draghi non ritiene che sia al momento necessario tagliare ulteriormente i tassi d'interesse. "Attualmente non vediamo alcuna necessità di un'azione immediata". Draghi ha aggiunto che non è nemmeno il caso di parlare di deflazione. "Non abbiamo le stesse condizioni che in Giappone", ha sottolineato.

Il tapering non preoccupa

Draghi non si è detto affatto preoccupato per la recente decisione della Fed di ridurre i suoi acquisti di asset (tapering). "Le reazioni avute finora dai mercati hanno mostrato che l'annuncio della Fed non ha avuto grandi effetti. La capacità di resistenza dei mercati è più grande di quella di un anno fa".

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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