Eurozona, ripresa modesta, rischi al ribasso

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I rischi per l'Eurozona rimangono al ribasso. © Shutterstock

Istat, Insee e Ifo prevedono per il 2014 un aumento del PIL dello 0,8%. L'inflazione dovrebbe aumentare dello 0,5%.

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Nel terzo trimestre, l'attività economica nell'Eurozona registrerà una ripresa modesta, frenata dalle tensioni geopolitiche che penalizzeranno il clima di fiducia degli investitori e, nonostante il deprezzamento del cambio, le esportazioni. Lo affermano nel loro Economic Outlook Istat, Insee e Ifo.

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Gli uffici di statistica di Italia, Francia e Germania si attendono che il PIL della zona euro crescerà dello 0,2% nel terzo e nel quarto trimestre per poi accelerare marginalmente nei primi tre mesi del  2015 (+0,3%). Istat, Insee e Ifo sottolineano tuttavia che questo risultato medio nasconde andamenti eterogenei tra le economie dei diversi Paesi.

Il progressivo miglioramento della domanda interna dovrebbe costitutire il principale fattore trainante della ripresa. Gli investimenti fissi lordi dovrebbero tornare inoltre a crescere stimolati dalle migliorate condizioni di liquidità, dal più basso costo del capitale e dalla necessità di ricostituire la capacità produttiva persa a causa della crisi finanziaria. Le prospettive per i consumi privati rimangono moderatamente positive e in linea con una graduale ripresa del mercato del lavoro.

Sotto l'ipotesi che il  prezzo del petrolio si stabilizzi a $97 al barile e che il tasso di cambio euro-dollaro fluttui attorno a 1,28, l'inflazione totale dovrebbe crescere solo marginalmente nei prossimi due trimestri. Per l'intero 2014 gli uffici di statistica prevedono un aumento del PIL dello 0,8% e dei prezzi al consumo dello 0,5%.

Istat, Insee e Ifo avvertono che i principali rischi associati a questo scenario sono al ribasso e includono una ripresa inferiore alle attese degli investimenti e un incremento del risparmio delle famiglie a scopo di deleveraging. A questi fattori di rischio interni si aggiungerebbero l'indebolimento della domanda estera da parte delle economie emergenti, in particolare Asia e America Latina, e un inasprimento delle tensioni geopolitiche internazionali nell'Europa dell'Est in Iraq e Siria.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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