Il prezzo del rame balza sopra 5.000 dollari, massimi da quasi 8 mesi

Il prezzo del rame balza sopra 5.000 dollari, massimi da quasi 8 mesi
Il prezzo del rame è salito per undici sedute di fila. © Shutterstock

Il future a tre mesi ha guadagnato il 2% a $5.098 per tonnellata.

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Il prezzo del rame ha chiuso oggi al LME (London Metal Exchange) per l’undicesima seduta di fila in rialzo. Il future a tre mesi ha guadagnato il 2% a $5.098 per tonnellata. Si tratta del più alto livello da quasi 8 mesi.

La tendenza al rischio è fortemente aumentata sui mercati. L’FBI ha fatto sapere ieri che, dopo aver esaminato il nuovo materiale, non procederà all’incriminazione di Hillary Clinton per il cosiddetto “Emailgate”. Gli investitori scommettono ora che la candidata democratica, considerata più affidabile di Donald Trump, vincerà le elezioni presidenziali in programma domani.

A spingere il prezzo del rame è stata inoltre la notizia che le scorte sono calate nei magazzini del LME durante la settimana al 4 novembre di altre 22.425 tonnellate, ovvero del 7%, a 298.400 tonnellate.

Il rame ha beneficiato ultimamente della speculazione su un aumento della domanda da parte della Cina. Pechino ha annunciato di voler incrementare nel quinquennio 2016-2020 i suoi investimenti nell’energia elettrica dell’83%. Il metallo rosso viene impiegato soprattutto come conduttore di elettricità.

Il nichel si è apprezzato oggi al LME del 6,4% a $11.125 per tonnellata. Si è trattato del più forte rialzo in una seduta dall’ottobre del 2011. Durante il fine settimana ci sono state violenti proteste in Indonesia contro il governatore di Giacarta, accusato dai musulmani di blasfemia. La notizia ha incrementato ulteriormente i timori relativi ad un possibile calo dell’offerta sul mercato. L’Indonesia è infatti un importante fornitore di ferro-nichel.

Tra gli altri metalli di base l’alluminio ha guadagnato oggi al LME lo 0,1% a $1.727, il piombo lo 0,3% a $2.087, lo stagno lo 0,8% a $21.845 e lo zinco lo 0,9% a $2.503.50. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

L’aumento dei prezzi dei metalli ha spinto i titoli minerari al London Stock Exchange (LSE). Anglo American (GB00B1XZS820) ha guadagnato il 4,8% Antofagasta (GB0000456144) il 6,3%, BHP Billiton (GB0000566504) il 4,8%, Glencore (JE00B4T3BW64) il 5,6% e Rio Tinto (GB0007188757) il 3,6%.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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