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Dimenticate l’oro, è il rame il metallo di Trump!

Dimenticate l’oro, è il rame il metallo di Trump!
Dopo il voto negli USA il rame ha accelerato al rialzo. © Shutterstock

Dopo il voto negli USA il rame ha accelerato al rialzo. Massimi da luglio 2015.

Il prezzo del rame ha chiuso oggi al LME (London Metal Exchange) per la quattordicesima seduta di fila in rialzo. Il future a tre mesi ha guadagnato il 3,5% a $5.601 per tonnellata. Si tratta del più alto livello dal luglio del 2015. Nel corso della seduta il future ha toccato un massimo a $5.714 per tonnellata.




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L’eccezionale rally del prezzo del rame sta costringendo sempre più investitori a chiudere le loro posizioni ribassiste. Ieri i volumi di scambio al LME sono saliti ai più alti livelli dal gennaio del 2015. La fiducia nelle prospettive del rame è aumentata significativamente dopo l’elezione di Donald Trump. Il nuovo presidente americano ha infatti promesso forti investimenti nelle infrastrutture per spingere la crescita economica. Il metallo rosso è fondamentale per realizzare opere d'ingegneria civile.

Il rame ha perciò sovraperformato negli ultimi giorni chiaramente gli altri metalli, incluso l’oro, che aveva beneficiato inizialmente dei timori legati all’imprevedibilità del tycoon newyorkese.

Tuttavia l’eccezionale rally presenta elevati rischi, anche perché molti acquisti sono di natura speculativa. Una correzione sta diventando di giorno in giorno sempre più probabile. Alcuni analisti hanno inoltre indicato che l’elezione di Trump non è solo un fattore positivo per il rame, perché le sue politiche protezioniste potrebbero pesare sui metalli ciclici.

Tra gli altri metalli di base l’alluminio ha guadagnato oggi al LME l’1% a $1.770, il piombo lo 0,6% a $2.154, lo zinco l’1,9% a $2.524 e lo stagno l’1,1% a $21.505. Il nichel ha perso lo 0,3% a $11.540.

L’andamento dei prezzi dei metalli ha avuto anche oggi un forte impatto sui titoli dei titoli minerari al London Stock Exchange (LSE). Antofagasta (GB0000456144), un importante produttore di rame, ha guadagnato l’11,5% ed è finito in cima al FTSE 100. Molto bene anche Glencore (JE00B4T3BW64) e Rio Tinto (GB0007188757) che hanno guadagnato rispettivamente il 5,5% e il 2,6%. Anglo American (GB00B1XZS820) ha perso l’1,4% e BHP Billiton (GB0000566504) lo 0,1%.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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