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Il prezzo del rame sale a novembre del 20%, migliore mese da 10 anni

Il prezzo del rame sale a novembre del 20%, migliore mese da 10 anni
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Il future sul rame a tre mesi ha guadagnato oggi al LME il 2% a $5.825 per tonnellata.

Il prezzo del rame ha chiuso oggi al LME (London Metal Exchange) in forte rialzo. Il future a tre mesi ha guadagnato il 2% a $5.825 per tonnellata. Il rame ha beneficiato nelle ultime ore di contrattazione del rally del prezzo del petrolio. L’OPEC ha raggiunto all’odierno vertice di Vienna un accordo definitivo per limitare la sua offerta di greggio per la prima volta da otto anni.

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Nel corso della seduta il rame era sceso fino a $5.612,50 per tonnellata, ovvero ai minimi da due settimane. Le borse cinesi hanno aumentato i requisiti di margine e le commissioni sulle transazioni per frenare la speculazione sui metalli. Il prezzo del rame ha chiuso oggi allo SHFE (Shanghai Futures Exchange) in ribasso di quasi il 4%.

Durante l’intero mese di novembre il rame si è apprezzato al LME del 20,1%. Si è trattato della miglior performance mensile dall’aprile del 2006. A scatenare il rally è stata l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Il tycoon newyorkese ha promesso forti investimenti nelle infrastrutture. Il mercato scommette di conseguenza su un aumento della domanda di rame.

A spingere la quotazione del metallo rosso sono stati anche gli acquisti da parte degli investitori cinesi. I dati pubblicati durante le scorse settimane hanno segnalato che la seconda economia mondiale si sta rafforzando. La Cina è di gran lunga il maggiore consumatore mondiale di rame. I fondi cinesi hanno inoltre acquistato metalli a piene mani per proteggersi dal deprezzamento dello yuan.

Tra gli altri metalli industriali, l’alluminio ha guadagnato oggi al LME lo 0,6% a $1.732 (-0,2% a novembre), il nichel l’1,5% a $11.250 (+7,4% a novembre), il piombo lo 0,5% a $2.365 (+14,5% a novembre) e lo stagno il 2,3% a $21.050 (+1,7% a novembre). Lo zinco ha perso lo 0,3% $2.702,50 (+10% a novembre).

Quasi tutti i principali titoli minerari hanno chiuso oggi al London Stock Exchange (LSE) in ribasso. Anglo American (GB00B1XZS820) ha perso l’1,6%, Antofagasta (GB0000456144) l’1,6%, Glencore (JE00B4T3BW64) lo 0,7% e Rio Tinto (GB0007188757) il 2,5%. BHP Billiton (GB0000566504) è rimasto invariato.

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