Il prezzo del rame chiude debole, pesa nuovo aumento scorte

Il prezzo del rame chiude debole, pesa nuovo aumento scorte
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Seduta positiva per nichel e alluminio, due dei tre metalli favoriti da Morgan Stanley per il 2017. Forti vendite sui titoli minerari.

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Il prezzo del rame ha chiuso oggi al LME (London Metal Exchange) per la seconda seduta di fila in ribasso. A pesare è stato il nuovo aumento delle scorte di magazzino. Il future a tre mesi ha perso l’1,3% a $5.691 per tonnellata.

Dalla Cina, il maggiore consumatore mondiale di rame, sono arrivati oggi nuovi segnali di rafforzamento dell’economia. La crescita della produzione industriale ha a sorpresa accelerato a novembre. Le vendite al dettaglio sono inoltre balzate lo scorso mese del 10,8%. Questi dati sono stati messi tuttavia in ombra dalle scorte nei magazzini del LME, che hanno mostrato un aumento di altre 16.625 tonnellate a 258.175 tonnellate. Le sole scorte on warrant, ovvero quelle non destinate alla consegna, ma che sono a disposizione degli investitori, sono balzate a 160.375 tonnellate.

Il nichel si è apprezzato oggi al LME dello 0,9%. Morgan Stanley ha indicato in una nota che il nichel è uno dei suoi tre metalli favoriti per il prossimo anno. La banca d’affari ha alzato le sue stime sul prezzo medio del metallo nel 2017 del 13% a $11.657 per tonnellata.

L’alluminio ha guadagnato lo 0,6% a $1.741 per tonnellata. L’alluminio è un altro dei tre metalli favoriti da Morgan Stanley per il prossimo anno. La banca a stelle e strisce prevede che l’alluminio quoterà nel 2017 in media a $1.786 per tonnellata (+10% rispetto alla precedente stima).

Morgan Stanley punta inoltre sullo zinco, su cui ha alzato le stime per il 2017 del 16% a $2.728 per tonnellata. Nonostante ciò il future a tre mesi ha perso oggi a Londra l’1% a $2.705.

Tra gli altri metalli di base il piombo ha perso l’1,2% a $2.323, mentre lo stagno ha guadagnato l’1,3% a $21.300.

Tutti i principali titoli minerari hanno chiuso oggi al London Stock Exchange (LSE) in forte ribasso. Anglo American (GB00B1XZS820) ha perso il 2,6%, Antofagasta (GB0000456144) il 4,7%, BHP Billiton (GB0000566504) il 2,8%, Glencore (JE00B4T3BW64) il 2% e Rio Tinto (GB0007188757) il 2,3%.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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