Mercato dei capitali, tornano gli investimenti in Islanda

La crisi islandese? È definitivamente e finalmente alle spalle, visto e considerato che il Paese è riuscito a tornare sul mercato dei capitali, attirando nuovi investimenti stranieri e, di conseguenza, dimostrando di essere ancora (e nuovamente) appetibile.

Quanto accaduto negli ultimi giorni, di fatti, non è passato inosservato: si è infatti conclusa la trattativa che condurrà il 30 per cento del capitale di Arion Bank (il restante 70 per cento rimane in mano pubblica) verso investitori privati. Gli acquirenti, peraltro, sono tutti stranieri, rappresentati da una cordata di hedge fund sovraordinata da Goldman Sachs.

Una transazione, quella di cui sopra, che in altri periodi sarebbe passata sostanzialmente inosservata, ma che ora rappresenta un vero e proprio punto di partenza per nuove acquisizioni e per l’arrivo di nuovi investimenti diretti esteri in Islanda, favoriti peraltro dal fatto che due settimane fa il governo del Paese atlatico ha scelto di mettere lo stop del controllo dei capitali in seguito alla crisi del 2008.

A sua volta, la scelta del governo islandese sarebbe derivata dall’aver oramai maturato la consapevolezza di una crescita economica stabile (un invidiabile 7%), trainato non solamente dal settore turistico (che oggi è il principale motore di entrate, davanti alla pesca, prima risorsa del Paese), bensì anche da una gradevole diversificazione del business societario. E sono proprio le gradevoli prospettive di crescita economica dell’Islanda ad aver spinto l’istituto monetario locale a incrementare i tassi di interesse di riferimento al 5%.

Insomma: forte crescita economica, disoccupazione in calo, nuove attrazioni di investimenti diretti esteri. Il quadro islandese non è ancora perfetto, ma sicuramente il Paese è sulla giusta rotta per poter mettere a frutto gli sforzi compiuti nel corso dell’ultimo decennio quando – dopo una serie di manovre piuttosto impattanti – è riuscita a invertire la pericolosa tendenza nella quale era caduta in seguito alla crisi economico finanziaria internazionale.

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