Euro, l’effetto Macron è già svanito?

Dopo aver toccato un massimo a 1,1023 EUR/USD dopo l’annuncio dell’attesa e pronosticata vittoria di Emmanuel Macron alle recenti elezioni presidenziali francesi, l’euro ha quasi immediatamente corretto, andando a scivolare verso quota 1,0900 EUR/USD.

Il movimento non è affatto sorprendente. È infatti palese che il venir meno del rischio politico determinato dalla vittoria dell’europeista Macron contro la Le Pen, sta rapidamente riportando l’attenzione degli analisti e dei mercati sugli sviluppi puramente economici del continente e, in particolare, nel breve termine il tema chiave dovrebbe essere la divergenza tra la Federal Reserve (che nel meeting del prossimo 14 giugno andrà probabilmente a ritoccare in rialzo i tassi), e la BCE (che invece manterrà invece la politica monetaria ancora ampiamente accomodante(.

Peraltro, nel confronto con gli Stati Uniti, il recente miglioramento dell’economia dell’area euro non sembra essere ancora sufficiente a supportare un trend rialzista dell’euro al di sopra di quota 1,10 EUR/USD. Tuttavia, la situazione dovrebbe permettere la limitazione del ritracciamento in atto, con supporti probabili intorno a quota 1,0850 EUR/USD, a meno che i dati dell’area non deludano.

A proposito di dati, i più recenti relativi all’andamento della produzione industriale tedesca, pubblicati pochi minuti fa, mostrano una contrazione nell’aggiornamento al mese di marzo, che tuttavia non sembra potersi interpretare troppo negativamente, considerato che rappresenta una normalizzazione rispetto alla forte crescita dei due mesi precedenti. Le attese rimangono così per un’accelerazione del Pil tedesco nel primo trimestre, in pubblicazione nella giornata di venerdì. Più sul breve termine, domani sono in programmazione le pubblicazioni dei dati sulla produzione industriale francese e italiana, attese rispettivamente in recupero e in rallentamento, ma soprattutto ci sarà un discorso di Draghi, che potrebbe far comprendere – tra le righe – quel che ha intenzione di fare nella prossima riunione dell’8 giugno.

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