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Quotazioni sterlina, valuta britannica ancora sotto pressione Brexit

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La sterlina ancora sotto pressione a causa delle incertezze determinate dalla Brexit.

La sterlina britannica ha chiuso la scorsa settimana con prestazioni che hanno manifestato le pressioni esercitate dall'aleatorietà indotta da Brexit.

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A conferma di ciò sia sufficiente ricordare quanto ribadito dal governatore Boe Carney, che ha affermato come Brexit rimanga all’origine dei principali rischi per l’economia britannica, sebbene abbia anche assicurato che, quali che siano gli sviluppi di Brexit, la Bank of England agirà tempestivamente in maniera tale da tenere sotto controllo l’inflazione e contemporaneamente fornire supporto alla crescita.

In occasione di tali dichiarazioni, Carney ha anche precisato che per quanto concerne le prossime decisioni di politica monetaria, se il quadro macro economico si evolverà n linea con le proiezioni pubblicate dell’inflation report di novembre, l'istituto monetario d'oltre Manica probabilmente alzerà i tassi di interesse di riferimento "un paio di volte" nei prossimi due-tre anni.

Considerato che Carney si è esplicitamente soffermato sulla possibilità di conservare tale prospettiva di rialzo dei tassi di riferimento, per quanto estremamente graduale, gli analisti ritengono che ciò sia sufficiente per poter sostenere uno scenario di tendenziale rafforzamento della sterlina, a condizione però che i negoziati su Brexit si evolvano favorevolmente (cosa che è probabile, ma non scontata).

Per quanto concerne invece il dato macro, gli ultimi aggiornamenti sono quelli relativi all'andamento delle vendite al dettaglio di ottobre, con dato risultato lievemente migliore del previsto, mostrando un incremento dello 0,3% mese su mese– contro attese di consenso per un più flebile 0,1% su base mensile– dopo la contrazione del mese precedente.

I dati confermano ad ogni modo il rallentamento in atto dei consumi, con riferimento al quale il governatore della BoE Carney ha appunto dichiarato come in un simile frangente le scelte dei consumatori sembrano guidate più dalla debole dinamica salariale che dalle preoccupazioni per Brexit.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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