Come abbiamo stimato, la Banca Centrale Europea ha scelto di lasciare invariate le proprie linee guida su tassi, sugli acquisti EAPP e sulla politica di reinvestimento dei titoli in scadenza. Contemporaneamente – come da previsioni – l’istituto monetario di Mario Draghi ha anche prodotto una netta revisione al rialzo delle stime di crescita economica per il 2018-19, mentre le prime stime diffuse dello staff per il 2020, stanno dimostrando come l’inflazione core potrebbe accelerare all’1,8% dall’1,1% previsto per il 2018, lasciando quindi ulteriore margine per un graduale tapering degli acquisti dopo settembre 2018.

BCE pronta ad accompagnare la ripresa, fiduciosa su inflazione

Nelle sue dichiarazioni, la BCE ha reso noto di essere determinata ne voler accompagnare la ripresa economica fino al momento in cui l'inflazione non si dirigerà all’interno di un sentiero compatibile con un incremento sostenuto verso il 2% nel medio periodo. Pertanto, alla luce attuale delle cose, attualmente la BCE ha ritenuto opportuno confermare la presenza di condizioni accomodanti, senza modificare le misure di politica monetaria e il tenore della comunicazione: vengono così confermate guidance su tassi e su acquisti nell’ambito dell’EAPP e sulla politica di reinvestimento dei titoli in scadenza, con il Presidente Mario Draghi che ha poi specificato come il Consiglio non abbia nemmeno assunto in considerazione se rendere la guidance sugli acquisti meno relazionata ad un rialzo dell’inflazione nel medio termine. Ad ogni modo, anche se nulla è per il momento cambiato, il Consiglio si è dichiarato sempre più fiducioso sul ritorno dell’inflazione verso il target statutario del 2%, man mano che la ripresa avrà modo di consolidarsi.

La Banca rialza le previsioni, la crescita si farà sempre più forte

Spinta anche dalla pubblicazione di dati macro più forti del previsto, la BCE ha scelto di rivedere al rialzo le proprie stime di crescita 2017-2019, e quelle per l’inflazione per il 2018, che è ora attesa all'1,7%, con il rialzo dell'inflazione core all'1,8% dall'1,5% previsto per il 2019.

Se l’inflazione riuscirà a mantenersi nella strada preventivata, è possibile che la BCE possa essere incoraggiata a modificare la politica monetaria e dare avvio ad un graduale tapering degli acquisti dopo la scadenza degli acquisti prevista per settembre 2018. Difficile invece fare stime a medio termine, considerando che tanti fattori potrebbero rendere incerto lo scenario.

Per quanto infine riguarda i rischi per le prospettive macroeconomiche, la BCE ha valutato che i pericoli siano sostanzialmente bilanciati per la crescita economica, mentre non ha ancora espresso una valutazione esplicita per lo scenario di inflazione. Draghi ha poi rammentato come i rischi di deflazione sono ora scomparsi e che la probabilità di vedere l'inflazione vicina a zero si è ridotta ancora.

Come cambierà il cambio euro dollaro

A questo punto, ammettendo che tutto possa andare come previsto, il 2018 dovrebbe finalmente segnare la fine del supporto rappresentato dall’APP. È probabile che il mese indicato per fornire un cambiamento nella guidance sia giugno, con segnalazione del tapering dopo settembre 2018, in via graduale.

Riteniamo che, anche in virtù di ciò, il cambio euro dollaro possa contraddistinguersi per una maggiore forza relativa dell’euro durante il primo semestre, mentre il secondo semestre 2018 dovrebbe garantire una maggiore volatilità, valutato anche che con l’uscita dall’APP si inizierà ad entrare in una fase di crescenti aspettative di mercato, legate al potenziale rialzo dei tassi ufficiali.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA