La Bank of England si difende dalle accuse di previsioni troppo ottimistiche

Nelle scorse ore il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha smentito le accuse secondo cui le prospettive economiche della Banca centrale sarebbero “troppo ottimistiche”.

Ricordiamo che il Comitato di politica monetaria nel suo ultimo meeting ha mantenuto i tassi d’interesse invariati e ha conservato la linea del proprio programma di acquisto di asset ai livelli esistenti, pur rilevando una ripresa economica migliore del previsto, anche se disomogenea. La Banca ha rivisto al rialzo le sue proiezioni di crescita a breve termine, ma ha avvertito che una ripresa completa richiederà più tempo di quanto inizialmente previsto.

La Banca centrale inglese stima che il PIL del Regno Unito si ridurrà del 9,5% nel 2020, rispetto alla contrazione del 14% prevista a maggio. L’economia si prevede quindi in ripresa del 9% nel 2021, rispetto al 15% previsto a maggio, e con una crescita di un ulteriore 3,5% nel 2022.

L’X Factor, ha poi precisato Bailey, sarà l’evoluzione dell’epidemia di Covid-19, con le previsioni della Banca che includono “il più grande grado di incertezza mai registrato in qualsiasi previsione (…) Strettamente collegata a ciò è la naturale cautela delle persone in risposta alle loro percezioni e alla loro comprensione dell’evoluzione di Covid, e di come le persone siano caute nel riprendere l’attività economica. La terza cosa … è fino a che punto ci sarà un cambiamento strutturale nell’economia, perché ci saranno parti dell’economia che non sono più redditizie”.

Alcuni analisti della City si aspettavano che la Banca accantonasse le sue aspettative per una ripresa a “V”. Sebbene i verbali di agosto del comitato di politica monetaria della BoE affermano che il PIL non dovrebbe recuperare i livelli del quarto trimestre del 2019 fino alla fine del 2021, piuttosto che la seconda metà del 2021 come previsto in precedenza, l’istituto conserva comunque la propria visione di decisa ripresa nel breve termine.

Ricordiamo che anche gli economisti di Berenberg hanno previsto la stessa contrazione del 9,5% nel 2020 per l’economia britannica, ma hanno altresì previsto una ripresa più contenuta del 6,5% nel 2021, seguita dal 2,2% nel 2022, con il PIL reale che non tornerà al livello del quarto trimestre del 2019 fino all’inizio del 2023.

La BoE ha quindi stimato che il PIL reale è stato inferiore di oltre il 20% nel secondo trimestre di quest’anno rispetto al quarto trimestre del 2019, e Bailey ha sottolineato che la ripresa vista finora è stata distribuita in modo molto disomogeneo.

L’appuntamento è ora per il 12 agosto, giorno in cui l’Istituto nazionale di Statistica pubblicherà le nuove stime ufficiali del PIL per il secondo trimestre.

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