Credit Suisse, l'utile crolla nel secondo trimestre, taglierà 2.000 posti di lavoro

Sui conti della banca svizzera hanno pesato le difficili condizioni di trading e la forza del franco.

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Credit Suisse (CH0012138530) ha annunciato oggi che nel secondo trimestre di quest'anno il suo utile netto è calato del 51,7% a CHF 768 milioni. Gli analisti avevano previsto CHF 1,06 miliardi. La banca svizzera indica che i suoi risultati sono stati fortemente penalizzati dalle difficili condizioni di trading e dalla minore attività della clientela sulla scia delle preoccupazioni relative al debito sovrano europeo, dell'ampliamento degli spread e del deterioramento degli indicatori economici, soprattutto negli USA. Sui conti di Credit Suisse ha pesato inoltre la forza del franco. L'utile ante imposte della divisione Investment Banking è calato da anno ad anno del 71% a CHF 231 milioni. L'utile ante imposte della divisione Private Banking è calato del 4% e quello del Wealth Management del 6%. La divisione Asset Management ha registrato un utile ante imposte di CHF 202 milioni, con una crescita di CHF 180 milioni nel confronto con il secondo trimestre 2010. L'utile ante imposte della divisione Corporate & Institutional Clients è cresciuto del 3%. L'afflusso netto di nuovi capitali di Credit Suisse ha fatto segnare lo scorso trimestre CHF 14,3 miliardi. Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali il tier 1 ratio secondo Basilea II si è attestato al 18,2%. Credit Suisse ha comunicato che taglierà 2.000 posti di lavoro ovvero il 4% circa del suo organico a livello globale. Credit Suisse punta con questa misura a tagliare i suoi costi di CHF 1 miliardo. Credit Suisse prevede che l'iniziativa comporterà nel 2011 costi di implementazione fra CHF 400 milioni e CHF 450 milioni, di cui CHF 142 milioni imputati al secondo trimestre, con ulteriori importi contabilizzati nel resto dell'anno.
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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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