Esito del summit UE decisivo per il governo Monti

Si apre oggi il il vertice dell'Unione Europea a Bruxelles, probabile crisi politica se il premier dovesse tornare a Roma con un nulla di fatto.

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Si apre oggi il il vertice dell'Unione Europea a Bruxelles che vede i 27 leader dei Paesi membri riunirsi per discutere la situazione economico-finanziaria dell'Europa e degli ultimi sviluppi in termini di crisi debitoria. I mercati di trading online attendono con impazienza delle decisioni concrete che si tradurrebbero in un chiaro segnale di ripresa di fronte alle profonde difficoltà che nazioni quali Spagna, Grecia, Italia stanno attraversando. Nel corso della settimana anche Cipro si è aggiunto alla lista dei Paesi che hanno richiesto aiuti alla UE in quanto non riescono a far fronte al proprio debito sovrano e dalla Germania è arrivato l'ennesimo “no” alla possibilità di introdurre gli Eurobond e mutualizzare il debito europeo.

In questa situazione di crisi generale del Vecchio Continente, l'Italia si trova nell'occhio del ciclone non solo in quanto Paese affetto da gravi difficoltà economiche ma anche a causa della fragilità della situazione politica. Il primo ministro Mario Monti si trova infatti di fronte alla necessità di alleviare le pressioni dell'UE nei confronti dell'Italia e negoziare uno scudo anti-spread che avrebbe un immediato effetto benefico sul mercato obbligazionario. Alla vigilia del summit UE Monti non ha ottenuto la firma della mozione a sostegno del governo da parte del PdL e ciò potrebbe avere massicce conseguenze di crisi politica nel caso in cui il premier tornasse a Roma con un nulla di fatto.

Le riforme rischiano di saltare e in questo momento l'Italia non può permettersi di non rispettare le misure imposte dall'UE al fine di promuovere un'efficace integrazione europea. Assieme a Germania, Francia e Spagna è già stata espressa la volontà di introdurre la cosidetta Tobin tax, ovvero la tassazione sulle transazioni finanziarie. Lo scoglio più grande da superare è quello di Berlino che rimane arroccata nella difesa della propria economia e teme un contagio della crisi dei paesi periferici che ha già iniziato a farsi sentire negli ultimi dati macroeconomici.

Nella mattinata di oggi il Tesoro italiano ha collocato titoli governativi a scadenza 5 e 10 anni per un totale di 5,4 miliardi, appena sotto il target prefissato di 5,5 miliardi. I tassi sono in rialzo rispetto all'ultima asta che aveva avuto luogo in maggio e si è registrato un 5,84% per il titolo quinquennale e un 6,19% per quello decennale. Nonostante la domanda in lieve calo l'esito soddisfacente dell'asta va a confermare l'importanza di una soluzione al problema dello spread.

I lavori del vertice avranno inizio alle ore 15 e vedranno il braccio di ferro tra Italia, Francia e presidenti delle rispettive banche centrali, nonchè Mario Draghi, che puntano ad un'unione più concreta dal punto di vista fiscale, bancario, politico ed economico; dall'altro lato Germania, Austria e Finlandia cercano invece di frenare un'eccessiva solidarietà impauriti da una pericolosa condivisione del debito. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

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Alice Isola, di IG Markets ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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