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Grecia, coinvolto il settore privato, davvero

La notizia del default greco non è stata una grande sorpresa, essendo trascorso del tempo dalla sua preparazione, ma da esso abbiamo certamente imparato qualcosa, come ad esempio la posizione di privilegio della Banca Centrale Europea rispetto alle proprie posizioni sui titoli di stato greci. La conferenza stampa della BCE della scorsa settimana ha fornito a Mario Draghi l'opportunità di spiegare perché l'istituzione di cui è a capo dovrebbe avere uno status di seniority sul debito greco. Di seguito quanto ha risposto il presidente della BCE alla domanda sul perché l'Eurotower dovrebbe avere un trattamento differente:

“Posso rispondere dicendo che il programma SMP – Securities Market Programme - è stato uno strumento di politica monetaria, per cui gli acqusiti di titoli greci fatti durante questo programma rispondevano a una politica di interesse pubblico; riflessioni di politica generale. L'altra ragione è che ritengo che il bilancio della BCE debba essere tutelato, perché solo attraverso l'integrità del bilancio della BCE si può mantenere l'indipendenza della BCE nel perseguire la stabilità dei prezzi nell'area euro, e la stabilità dei prezzi è negli interessi di tutti gli Stati membri. Quindi credo che questa sia un'altra ragione per cui lo scambio dei titoli era una cosa giusta da fare. Ma c'è ancora una terza ragione, credo, a cui la gente pensa di rado. Quello che intendo, è che dimentichiamo che questi sono i soldi dei contribuenti. E di conseguenza la BCE ha, in un certo senso, il dovere di fare qualsiasi cosa per tutelare i soldi dei contribuenti, dovere che è implicito in essa. Di conseguenza questo scambio di bond era realmente la cosa giusta da fare anche da questo punto di vista.”

In sintesi, Draghi ha portato tre motivazioni:
1. Poiché questa operazione è stata fatta per promuovere gli interessi pubblici attraverso l'acquisto dei titoli, non si devono subire perdite.
2. La BCE deve essere protetta, e non può soffrire perdite perché questo danneggerebbe la sua reputazione e il suo bilancio.
3. La BCE sta agendo nell'interesse dei contribuenti, che non devono subire perdite.

Beh, parliamo dei possessori di debito greco del settore privato:
1. Hanno promosso l'interesse pubblico riciclando il capitale da prestatore a prestatario per finanziare la spesa di stato.
2. Dovrebbero contare anche la reputazione e il bilancio dei prestatori privati.
3. Anche il settore privato è generalmente un contribuente.

In conclusione:
1. La BCE può portare avanti azioni politiche senza temere perdite.
2. La BCE può compiacersi di poter commettere errori perché è qualcun altro a pagarne il conto.
3. La BCE rappresenta lo Stato e lo Stato non dovrebbe mai subire perdite.

Considerato il ruolo della BCE in quanto prestatore di ultima istanza, esplicitamente alle banche e implicitamente agli Stati sovrani, non sorprende che il credito corporate stia diventando molto più attrattivo e caratterizzato da un rating relativamente migliore rispetto a molti altri titoli di stato e obbligazioni bancarie su cui la BCE può essere potenzialmente coinvolta.




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