Le borse europee scendono, forti vendite sui minerari

Male anche i bancari. BP resta sotto pressione. Acquisti sulle utilities.

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Dopo un'incerta apertura i principali listini azionari europei sono passati velocemente in rosso. Il FTSE 100 perde a Londra lo 0,9%, il CAC40 a Parigi l'1,2% e il DAX a Francoforte lo 0,6%. Una buona parte del mercato continua a temere che la crisi del debito sovrano possa estendersi. L'euro si è perciò oggi indebolito ulteriormente. Sulle borse del Vecchio Continente pesano inoltre le forti perdite dei titoli dei produttori di materie prime. Tra i minerari BHP Billiton (GB0000566504) perde il 4%, Rio Tinto (GB0007188757) il 7,5% e Xstrata (GB0031411001) il 3%. L'Australia, il primo esportatore al mondo di carbone e ferro, ha l'intenzione di introdurre una nuova imposta sui profitti delle imprese minerarie.
BP (GB0007980591) perde a Londra il 4,4%. La catastrofe naturale causata da una piattaforma dell'impresa britannica affondata nel Golfo del Messico rischia di superare il disastro Exxon Valdez del 1989 in Alaska.
Male anche i bancari. Dopo una positiva apertura UBS (CH0024899483) scende dell'1,6%. La banca svizzera ha pubblicato questa mattina una trimestrale migliore delle previsioni del mercato.
Alstom
(FR0010220475) guadagna lo 0,6%. Il primo produttore al mondo di treni ha aumentato lo scorso esercizio il suo utile operativo più di quanto atteso dagli analisti e alzato il suo dividendo dell'11%.
Il settore delle utilitise beneficia del suo carattere difensivo. GDF Suez (FR0010208488) guadagna l'1,6%, E.ON (DE0007614406) lo 0,9% e RWE (DE0007037129) lo 0,4%.

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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