Le restrizioni ai mercati finanziari della Germania sono un errore politico?

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In questa fase i dettagli sono molto pochi ma la BaFin, l'organo che vigila sul settore finanziario tedesco, ha introdotto il divieto di vendita allo scoperto sui titoli di Stato della zona euro, sui loro credit default swaps e sulle azioni di dieci istituzioni finanziarie tedesche. Il divieto è operativo dalla mezzanotte di ieri.

Questa mossa delle autorità tedesche ha avuto l'effetto di creare ulteriori timori sui già fragili mercati finanziari. Come ho già commentato in precedenza, ai mercati non piace la mancanza di trasparenza e queste azioni appaiono draconiane e non coordinate. Il fatto che il divieto sia stato annunciato dopo la chiusura dei mercati europei e che sia stato implementato solo poche ore dopo, non è nient'altro che una mossa avventata, che ha portato il mercato a speculare su problemi più gravi e ignoti.

L'S&P 500 ha chiuso con una flessione dell'1,5% ieri sera e dall'apertura i mercati europei stanno vedendo un flight to quality.

Questo annuncio sembra ampiamente simbolico e si può sostenere che sia guidato da scelte politiche. La maggior parte degli scambi di strumenti derivati vietati dalla Germania avvengono in realtà al di fuori della Germania stessa. Le autorità tedesche non hanno la giurisdizione legale per implementare il divieto nei maggiori centri finanziari come Londra e New York, relativamente alle istituzioni con sede al di fuori della Germania. È ora una questione legale comprendere se il divieto si estende alle istituzioni finanziarie domiciliate in Germania che operano in diverse giurisdizioni, sia tramite le filiali delle società capogruppo domiciliate in Germania o tramite le proprie società controllate domiciliate all'estero.

Non mi stupirebbe che le istituzioni domestiche tedesche siano in grado di trovare un modo per aggirare la legge. Come conseguenza involontaria, potremmo vedere gli speculatori semplicemente ripristinare le proprie posizioni in mercati che cadono al di fuori della portata del divieto. Gli investitori esprimeranno il proprio giudizio negativo sull'Europa vendendo ulteriormente l'Euro?

Con il recente pacchetto da 1 trilione di dollari a supporto dell'Eurozona, il divieto di vendita allo scoperto è un tentativo di guadagnare tempo e allentare la pressione sulle economie europee. Il problema è che nessuna di queste iniziative affronta la solvibilità di lungo termine di alcune economie europee ed è probabile che crei soltanto maggiore scompiglio.
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Stefan Isaacs, gestore di M&G European Corporate Bond Fund ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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