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Mercato high yield europeo, i rischi sono troppi? La risposta è no

Le preoccupazioni per l'Eurozona hanno dominato quest'anno la propensione al rischio del mercato, e una domanda fondamentale che molti attori di mercato si trovano di fronte è come sfruttare gli interessanti premi al rischio generati da questa debolezza, senza esporsi eccessivamente ai cosiddetti “tail risks” che un crollo dell'Euro produrrebbe.
In quest'ottica, una tendenza comune negli ultimi mesi è stata quella di aumentare l'esposizione nel mercato high yield americano. La logica è molto semplice (e ci trova d'accordo): il mercato high yield americano sta scambiando a livelli relativamente bassi, con rendimenti del 8,6% a fronte di uno spread sui Treasuries di 754 punti base (Fonte: Bloomberg, Indice Merrill Lynch US High Yield Master II, 20 Dicembre 2011). Allo stesso tempo, negli Stati Uniti l'economia sta andando meglio rispetto all'Europa, il governo può ottenere prestiti a tassi economici e non risente dei tail risks dei mercati europei.
Senza dubbio le emittenti sul mercato high yield europeo sono esposte ai contraccolpi economici dell'Eurozona, tuttavia, è corretto definire il mercato come lacerato dai rischi estremi? Noi sosteniamo di no.
Il grafico divide il mercato high yield in regioni, a seconda del centro di gravità geografico di ciascuna emittente. L'area denominata “Europa Core” comprende Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria e tutti quei Paesi dell'Eurozona che ancora hanno evitato di essere classificati come “periferici”. Quest'area, verosimilmente meno esposta a eventi con un reale rischio di coda, (quale un'uscita dall'Euro di Spagna o Italia) rappresenta con il 47,58% poco meno della metà del mercato. Le emittenti dell' “Europa periferica”, ovvero il reale “rischio di coda” nel mercato, rappresentano circa il 16% ai valori di mercato attuali. Presentata in un altro modo, l'84% del mercato non è esposto direttamente ai maggiori eventi di tail risk.
La proporzione nel mercato che opera totalmente al di fuori dell'Eurozona è probabilmente più sorprendente. Considerati complessivamente, le emittenti dell'Europa occidentale al di fuori dell'area Euro (quindi le emittenti di Regno Unito, Svizzera, Svezia, Norvegia), dell'Europa orientale, del Nord America, del Sud Africa e dell'Asia-Pacifico rappresentano oltre il 36% del mercato.
Inoltre, se prendiamo in esame la mappa europea delle emissioni, è più semplice determinare le specifiche del mercato Paese per Paese. Considerate insieme, le emittenti tedesche, francesi e britanniche rappresentano il 51% del mercato.
Il punto è, che ci siano molti rischi nel mercato high yield europeo è indubbio (volatilità, contraccolpi economici, la possibilità di crescenti tassi di default) tuttavia riteniamo che ci siano molte aree di opportunità in cui gli investitori possono cogliere interessanti premi al rischio senza esporsi direttamente a catastrofici “rischi di coda” europei.




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