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Salvataggio finanziario, non repressione

Molti investitori e commentatori stanno parlando di repressione finanziaria. Il fatto che i tassi d'interesse nominali siano fissati praticamente a zero con il conseguente trasferimento di questi bassi rendimenti lungo la curva dello yield implica che i rendimenti in termini nominali, e maggiormente in termini reali siano bassi in base allo storico. Questo è percepito come una politica punitiva di Governi e banche centrali nei confronti dei risparmiatori.
Tuttavia, in molti casi i risparmiatori sono stati aiutati e non penalizzati dai Governi. Che si sia trattato del salvataggio dell'umile risparmiatore di Northern Rock, o dei fondi estremamente sofisticati esposti ai debiti emessi da Fannie Mae o Freddie Mac negli Stati Uniti. Questi risparmiatori non sono stati penalizzati ma salvati, infatti le azioni intraprese dai Governi e dalle banche centrali hanno protetto il valore del capitale da loro investito. I rendimenti totali sono stati incrementati in favore dei risparmiatori mentre un mercato libero avrebbe portato perdite significative.
I commentatori sembrano aver dimenticato quanto i risparmiatori sono stati e continuano ad essere protetti dalle autorità, le quali forniscono salvezza finanziaria e non repressione. Purtroppo siamo forse arrivati al punto in cui alcuni Governi potrebbero non essere più in grado di salvare i risparmiatori. Gli investitori si troveranno allora di fronte alla concreta possibilità di perdere capitali, come alternativa al raccogliere magri rendimenti. Questo è ciò che avviene quando la repressione prende il posto del salvataggio.
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