Confcommercio: La legge di Stabilità non riduce la pressione fiscale

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Per la Confcommercio in Italia si rischia la crisi sociale. © Shutterstock

Per la Confcommercio in Italia si rischia la crisi sociale. La pressione fiscale resterà inchiodata al 44% fino al 2016.

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La legge di Stabilità non riduce la pressione fiscale. E' quanto emerge da uno studio Confcommercio-Cer presentato a Venezia nel corso del Forum dei Giovani imprenditori.

"Senza modifiche alla legge di stabilità la pressione fiscale resterà inchiodata al 44% fino al 2016. Non solo: dal 2012 al 2017 lo Stato sottrarrà dalle tasche delle famiglie 81 miliardi di euro sotto forma di tributi e contributi sociali e ne spenderà solo 50", ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

"Inutile dire che siamo preoccupati - ha aggiunto - non vediamo nulla della poderosa operazione di sottrazione annunciata, 'meno spesa, meno tasse', ma si continua a far quadrare i conti solo con la leva fiscale. Senza cambiamenti alle legge, il 2014 non sarà anno di ripresa e crescita con il rischio che la crisi si trasformi in crisi sociale".

Sangalli ha avvertito che senza cambiamenti alla legge, il 2014 non sarà anno di ripresa e crescita con il rischio che la crisi si trasformi in crisi sociale. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

Dallo studio Confcommercio-Cer è inoltre emerso che la legge di Stabilità in discussione in Parlamento non taglierà la spesa pubblica. Anzi, determinerà nel 2014 maggiori spese nette per oltre 3,7 miliardi di euro e solo a partire dal 2015 la spesa si ridurrà per arrivare a 6 miliardi di euro nel 2016.

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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