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Crisi: I consumi delle famiglie restano al palo

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La crisi continua a pesare sui consumi delle famiglie. © Shutterstock

E' quanto emerge da un'indagine realizzata dal Centro studi di Unioncamere. Le vendite delle imprese del commercio sono calate nel primo trimestre del 3,7%.

I consumi delle famiglie italiane restano al palo. E' quanto emerge da un'indagine realizzata dal Centro studi di Unioncamere.




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Nel primo trimestre di quest'anno le vendite delle imprese del commercio sono calate del 3,7% e quelle delle imprese dei servizi del 2,6%. La situazione non dovrebbe inoltre migliorare nel breve termine. L'ampia maggioranza delle imprese (tra i due terzi del commercio e i tre quarti degli altri servizi) si attende un andamento degli affari sostanzialmente piatto anche nel secondo trimestre.

La situazione nel settore commerciale

Nonostante un lieve cenno di risalita rispetto ai due trimestri precedenti, la dinamica delle vendite commerciali è stata chiaramente negativa anche nei primi tre mesi del 2014. Unioncamere spiega che la perdita di fatturato ha continuato ad essere di entità rilevante tra le imprese con meno di 20 dipendenti (-4,5%), ma è stata comunque consistente anche tra quelle di dimensioni maggiori, compresa la grande distribuzione organizzata (-1,6%).

Le sofferenze si sono concentrate soprattutto tra le imprese delle regioni centrali (che hanno registrato una perdita del 5%) e tra quelle del Mezzogiorno (-4,2%). Nord-Ovest e Nord-Est, invece, hanno contenuto la flessione rispettivamente al -2,8% e al -2,5%.

Tra i settori, il più penalizzato è stato quello del commercio al dettaglio non alimentare (-4,2%), seguito dal Food (-3,4%). Ipermercati, supermercati e grandi magazzini hanno invece fermato la caduta al -1,6%.

Il desiderio di voltare pagina con la crisi induce il 24% delle imprese commerciali ad attendere un miglioramento del proprio fatturato tra aprile e giugno prossimo, mentre il 10% prevede una riduzione ulteriore delle vendite. La componente più cospicua, tuttavia, resta quella degli imprenditori che non si aspettano modifiche del quadro attuale (sono il 66%). Le maggiori attese di recupero interessano iper e supermercati e le imprese di maggiori dimensioni.

La situazione nel settore commerciale

Il volume d’affari del settore dei servizi (escluso il commercio al dettaglio) è risalito nel primo trimestre ma è restato con il segno meno. Il comparto degli Alberghi, ristoranti e servizi turistici ha chiuso il periodo al -4,1%, precedendo, nella “magra” graduatoria, gli Altri servizi (-3,9% per l’insieme delle attività finanziarie e assicurative, immobiliari e di gestione delle acque e dei rifiuti) e il Commercio all’ingrosso e autoveicoli (-3,2%).

La contrazione del fatturato è stata più intensa al Centro (-3,9%) e nel Nord-Ovest (-2,7%). Sud e Isole (-2,3%) e Nord-Est (-1,7%) si posizionano sopra la media.

Le previsioni per il secondo trimestre sono estremamente caute: il 74% delle imprese, infatti, prevede una prosecuzione dell’attuale andamento del mercato. Il 18% degli operatori si attende invece un miglioramento delle vendite, a fronte di un ulteriore 8% che attende una loro riduzione. Le più ottimiste sono le imprese del segmento turistico (+37 punti percentuali il saldo tra attese di incremento e di riduzione delle vendite, anche come effetto dell’incremento della domanda per le festività e i ponti di primavera). Sul fronte opposto, i Servizi alle persone e gli Altri servizi, nei quali la quota di imprese che attende un miglioramento del fatturato è pari a quella che prevede un suo ridimensionamento.

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