Confindustria: L'Italia fatica a ripartire, serve forte scossa

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La salute dell'economia italiana rimane fragile. © iStockPhoto

Il Centro studi Confindustria (CsC) ha tagliato le sue previsioni di crescita per l'Italia. Il PIL crescerà quest'anno di solo lo 0,2%.

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Il Centro studi Confindustria (CsC) ha tagliato le sue previsioni di crescita per l'Italia. "La salute dell’economia italiana rimane fragile", si legge nel rapporto "La partenza ritardata e lenta", presentato oggi a Roma.

Il CsC spiega che, nonostante alcuni miglioramenti, "la malattia della lenta crescita non è stata debellata e il paziente è debole e fatica a riprendersi e a reagire alle cure". Gli esperti di via dell’Astronomia avvertono perciò che c'è un rischio di stagnazione.

Il CsC si attende ora per il 2014 un aumento del PIL dello 0,2% e per il 2015 dell'1%. Lo scorso dicembre le previsioni erano rispettivamente di +0,7% e +1,2%.

Secondo il CsC per ripartire sarebbe necessaria una "scossa politico-economica molto forte". Non serve invece "alcuna manovra correttiva" perché la strada maestra per ridurre il debito pubblico è "il rilancio della crescita", mentre "la sola austerità è controproducente". Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

Per tornare a crescere l'Italia dovrebbe spingere gli investimenti, "aumentando la redditività con nuovi meccanismi di determinazione della dinamica salariale, riducendo e semplificando la tassazione sul reddito di impresa, facilitando il fare impresa, sbloccando il credito e sfruttando appieno gli importanti fondi della precedente e attuale programmazione europea".

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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