Stabilità: L’Ue non sanziona l’Italia ma la rimanda a marzo

La Legge di Stabilità ha ricevuto il via libera dalla Commissione Europea e non è prevista alcuna procedura d’infrazione a carico dell’Italia. Bruxelles ha riconosciuto che la riduzione dello squilibrio macroeconomico relativo all’elevato livello di debito è resa particolarmente difficoltosa date le circostanze eccezionali: la prolungata recessione, la bassa inflazione, la differenza negativa tra prodotto reale e prodotto potenziale superiore al 4%. Lo si legge in una nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

La Commissione Europea ha tuttavia ravvisato un rischio di non conformità con i requisiti del Patto di Stabilità e Crescita e ha segnalato che in marzo sarà necessario valutare i progressi compiuti dall’Italia sotto tre profili: a) il grado di attuazione delle politiche economiche; b) la finalizzazione delle leggi finanziarie; c) i progressi compiuti sul fronte delle riforme strutturali.

A detta del MEF la valutazione dell’esecutivo europeo contiene un riconoscimento ai progressi compiuti dall’Italia nello sforzo di modernizzazione, ma anche uno stimolo ad accelerare il programma di riforme intrapreso con coraggio e determinazione per recuperare la competitività del sistema produttivo. L’Italia proseguirà in questa direzione anche attraverso il piano di privatizzazioni, cui è affidato il compito di contribuire alla riduzione del debito pubblico e di migliorare l’efficienza dei mercati.

Il MEF sottolinea che la politica economica del Governo è orientata a rilanciare la crescita e l’occupazione. Nell’ampio quadro degli interventi in questa direzione, la legge di stabilità 2015 persegue congiuntamente tre obiettivi: lo stimolo all’economia – prevalentemente attraverso la riduzione delle tasse, in particolare quelle sul lavoro; il finanziamento delle riforme strutturali affinché siano concretamente perseguibili e socialmente sostenibili; il controllo dei conti pubblici, perseguito attraverso il miglioramento della composizione della spesa e con l’obiettivo di ridurre il debito.

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