UniCredit, utile in calo nel terzo trimestre, taglierà 18.200 posti di lavoro

UniCredit (IT0000064854) ha annunciato oggi che nel terzo trimestre del 2015 il suo utile netto è calato del 29,8% a €507 milioni. Gli analisti avevano previsto in media €435 milioni.

I ricavi sono calati lo scorso trimestre del 4,1% a €5,33 miliardi. Gli esperti avevano previsto €5,38 miliardi. Il margine di interesse ha ammontato a €2,9 miliardi, in calo del 4,6% rispetto al terzo trimestre del 2014. Le commissioni sono salite dell’1,9% a €3,3 miliardi. I ricavi da negoziazione sono calati del 35,8% a €248 milioni. Le rettifiche su crediti sono cresciute del 33,4% a poco più di €1 miliardo.

Per quanto riguarda la situazione patrimoniale il CET1 ratio transitional pro-forma risulta alla fine del terzo trimestre pari a 10,53% (+1pb trim/trim) e raggiunge il 10,93% includendo la joint venture tra Pioneer e Santander Asset Management. Il CET1 ratio fully loaded, si attesta al 10,53%.

Il piano strategico al 2018

UniCredit ha presentato oggi anche il suo nuovo piano strategico. La prima banca italiana per asset punta a raggiungere nel 2018 un utile netto di €5,3 miliardi. Il Common equity tier 1 ratio a fine piano è visto al 12,6% alla luce della generazione organica di capitale che consente un “monte dividendi cospicuo”.

Per raggiungere i suoi obiettivi UniCredit vuole ridurre i suoi costi di €1,6 miliardi. L’organico verrà tagliato di 18.200 unità. Il dato include anche la vendita prevista degli asset in Ucraina e la joint-venture di Pioneer con Santander Asset Management (circa 6.000 unità in tutto), per la quale oggi è stato siglato un accordo vincolante.

La riduzione dell’organico riguarderà i corporate centers(-17% rispetto al 2014) e le commercial bank in Italia, Germania, Austria e Centro est Europa (-9%). In Italia, Germania e Austria il numero delle filiali si ridurrà di circa 800 unità entro il 2018.

UniCredit vuole puoi cedere o ristrutturare i business poco redditizi quali il retail banking in Austria e il leasing in Italia, da effettuare entro il 2016. Inoltre verrà chiusa la subholding austriaca e le controllate Centro-Est Europa riporteranno direttamente alla holding UniCredit.

Tra le priorità del gruppo c’è il consolidamento del ruolo di CIB come struttura in grado di facilitare l’accesso dei clienti con un obiettivo di ricavi di €4 miliardi al 2018 a cui si aggiungono i ricavi generati da CIB nelle altre divisioni del gruppo che saranno €3 miliardi nel 2018.

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