Confindustria taglia stime PIL 2015 e 2016

Confindustria è diventata più prudente sull’economia italiana. Le stime per il PIL – contenute nel Rapporto Scenari Economici presentato oggi – sono state riviste al ribasso: +0,8% nel 2015 e +1,4% nel 2016, rispetto ai +1,0% e +1,5% indicati a settembre.

Il Centro Studi di Confindustria (CSC) indica che la differenza è dovuta ai nuovi profili trimestrali, diffusi dall’ISTAT in dicembre, che hanno peggiorato di un decimo di punto (a -0,1%) il trascinamento dal 2014 al 2015, e a un terzo trimestre meno positivo di quanto atteso (+0,2% rispetto a +0,4%), che abbassa anche il trascinamento ereditato dal 2016. La variazione acquisita al terzo trimestre 2015 è pari a +0,6%; con l’incremento congiunturale previsto dal CSC per il quarto e tenuto conto del differente numero di giorni lavorativi (3 in più quest’anno rispetto al 2014, che incidono per +0,12 punti), la variazione media annua nel 2015 si attesta, appunto, a +0,8%.

Secondo il CSC la crescita del PIL procederà con variazioni trimestrali un po’ più alte nel corso del 2016 (+0,4% medio trimestrale), per poi frenare leggermente. Nel 2017 il PIL è visto crescere dell’1,3%.

La revisione rispetto alle stime di settembre include anche il diverso andamento atteso di alcune variabili internazionali. Il loro impatto complessivo sul PIL è di poco superiore rispetto a quello calcolato in precedenza sia per quest’anno sia per il prossimo. In particolare, agiscono a favore: il prezzo del petrolio nel 2015 e nel 2016, che è ora previsto attestarsi a 54$ e 48$ al barile, da 54$ e 51$ previsto in settembre; il BTP decennale a 1,72% quest’anno e 1,64% il prossimo, da 1,76% in entrambi gli anni; e il cambio a 1,11 e 1,10 dollari per euro, da 1,13 e 1,15. Al contrario, la domanda mondiale è vista in ulteriore rallentamento: al +1,1% quest’anno e al +2,5% il prossimo, da +1,5% e +3,6%. L’impatto potenziale sul PIL di questi quattro fattori è pari a +1,87% (da +1,79%) nel 2015 e +1,21% (da 1,17%) nel 2016.

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