Imprese: nel 2015 rallenta la corsa dei fallimenti

La corsa dei fallimenti delle imprese italiane ha rallentato. È quanto emerge dalla rilevazione condotta per Unioncamere da InfoCamere – la società di sistema delle Camere di Commercio.

Nei primi nove mesi del 2015 le procedure fallimentari aperte dalle aziende italiane sono state 12.583, contro le 13.223 del corrispondente periodo del 2014. Unioncamere indica che, in termini percentuali, la frenata è vicina al 5% e segna un’inversione di tendenza rispetto al trend degli ultimi 4 anni.

“Il segnale che giunge dal rallentamento delle procedure fallimentari è certamente positivo”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Ci conferma che il sistema produttivo italiano sta uscendo dalla grave crisi degli ultimi anni. Quello di quest’anno è infatti, sul fronte dei fallimenti, il risultato migliore dall’inizio della crisi”.

La contrazione del flusso di nuovi fallimenti ha riguardato tutte le principali forme giuridiche, con l’eccezione di un lieve incremento nel settore delle cooperative e consorzi.

Il settore del commercio il più colpito

Osservando la distribuzione delle nuove procedure per settore di attività delle imprese, quello che contribuisce maggiormente in termini assoluti è il commercio (3.186 fallimenti aperti negli undici mesi, pari al 25,3% del totale). Seguono le costruzioni con 2.824 eventi (22,4%) e l’industria manifatturiera con 2.654 (21,1%). Quanto all’incidenza del fenomeno – al netto dei settori di minori dimensioni per numero di imprese – l’esposizione delle imprese al rischio di fallimento è più elevata tra le attività dei trasporti e magazzinaggio (3,6 procedure aperte ogni mille imprese esistenti).

Rispetto al 2014, tra i settori di maggiori dimensioni quelli che più degli altri hanno tirato una boccata d’ossigeno sono stati le attività manifatturiere (-11,7%) e le costruzioni (-10,3%). A peggiorare la performance dell’anno precedente sono stati, in particolare, i servizi alle imprese (+9,3%) e le attività di alloggio e ristorazione (+8,6%).

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