Istat conferma rallentamento economia alla fine del 2015

Istat conferma rallentamento economia alla fine del 2015
L'economia italiana ha rallentato negli ultimi mesi del 2015. © Shutterstock

Il PIL è cresciuto nel quarto trimestre di solo lo 0,1%. Nel 2015 il PIL corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0,6%.

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L'Istat ha confermato oggi che il PIL dell'Italia è cresciuto nel quarto trimestre del 2015 dello 0,1%.

Nel terzo trimestre il PIL era cresciuto dello 0,2%, nel secondo dello 0,3% e nel primo dello 0,4%.

L'ufficio di statistica indica che rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono aumentati in maniera significativa negli ultimi tre mesi del 2015, con incrementi dello 0,3% per i consumi finali nazionali e dello 0,8% per gli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono cresciute, rispettivamente, dell'1,0% e dell'1,3%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,4 punti percentuali alla crescita del PIL, con apporti di 0,2 punti decimali dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) e di 0,1 punti decimali sia della spesa della Pubblica Amministrazione (PA), sia degli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del PIL (-0,4 punti percentuali), mentre il contributo della domanda estera netta è stato positivo per 0,1 punti percentuali.

Si è registrato un andamento congiunturale positivo per il valore aggiunto dell'industria e dei servizi (+0,1% per entrambi i comparti), mentre il valore aggiunto dell'agricoltura è diminuito dello 0,1%. In termini tendenziali, il valore aggiunto dell'agricoltura è aumentato dell'8,4%, quello dell'industria dell'1% e quello dei servizi dello 0,5%.

Su base annua l'economia italiana è cresciuta nel quarto trimestre dell’1%. Anche questo dato è in linea con la stima preliminare. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

Nel 2015 il PIL corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0,6%. L’Istat osserva a proposito che il 2015 ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al 2014.

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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