Surplus record nel 2016. Ecco dove il made in Italy va forte

Surplus record nel 2016. Ecco dove il made in Italy va forte
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L'export italiano ha registrato una forte accelerazione alla fine del 2016. Il surplus ha superato lo scorso anno 51 miliardi.

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La bilancia commerciale dell'Italia ha registrato a dicembre un surplus di €5,8 miliardi, in leggero aumento rispetto allo stesso mese del 2015 (+€5,6 miliardi). Lo ha comunicato oggi l'Istat. Gli analisti avevano previsto un surplus di €4 miliardi. Escludendo l'energia il saldo di dicembre è attivo per circa €8,4 miliardi.

Su base annua le esportazioni dell'Italia sono aumentate a dicembre del 5,7%. Le vendite verso i paesi Ue sono aumentate del 7,3% e quelle verso i paesi extra Ue del 4,1%. L'ufficio di statistica indica che l’espansione tendenziale dell’export è stata particolarmente sostenuta per le vendite di energia (+24,5%) e beni intermedi (+6,5%).

Rispetto al mese precedente le esportazioni sono aumentate a dicembre del 2,3%. La crescita congiunturale dell’export ha coinvolto entrambe le principali aree di sbocco, con un incremento delle vendite maggiore verso i paesi extra Ue (+2,5%) rispetto all’area Ue (+2,1%).

Le importazioni sono aumentate a dicembre del 6,1% su anno e del 2,5% su mese.

I dati del 2016

Nella media del 2016 le esportazioni sono in crescita (+1,1% in valore e +1,2% in volume) mentre le importazioni registrano una diminuzione (-1,4%) in valore e un aumento (+3,1%) in volume. L'espansione dell'export è da ascrivere esclusivamente ai paesi dell'area Ue (+3,0%); la flessione del valore delle importazioni (-1,4%) al netto dell'energia risulta in aumento (+1,5%).

Nel corso del 2016 l’avanzo commerciale ha raggiunto €51,6 miliardi, in miglioramento rispetto all’anno precedente (+41,8 miliardi). Si tratta del valore più alto dall’inizio delle serie storiche. L’avanzo della bilancia non energetica è pari a 78 miliardi di euro. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

Nel 2016, i mercati più dinamici all'export sono stati Giappone (+9,6%), Cina e Repubblica ceca (+6,4% entrambe), Spagna (+6,1%) e Germania (+3,8%). In forte calo invece la Russia (-26,3%).

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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