Con le elezioni politiche italiane che stanno fornendo finalmente i loro ufficiali risultati, emerge in maniera chiara come gli investitori si stiano trovando di fronte ancora una volta a un panorama di incertezza politica. Il tutto, in un contesto in cui le posizioni degli Stati Uniti rischiano di acuire le politiche commerciali. Insomma, non proprio un contesto ideale, dal quale però si potrebbe uscire in maniera positiva.

D’altronde, affermava poco fa Matteo Ramenghi, responsabile degli investimenti per l'Italia di UBS Wealth Management, “un’ampia coalizione sarebbe ben accolta dai mercati in quanto potrebbe comportare stabilità politica e disciplina fiscale. Ripetere le elezioni potrebbe invece prolungare l'incertezza e risultare di peso sul mercato italiano”.

In attesa, però, di comprendere se grande coalizione sarà, le obbligazioni governative italiane sono state vendute in massa, e anche il mercato azionario tricolore è attualmente sottoposto a forti pressioni. Nelle ore successive all’apertura di lunedì mattina il rendimento del debito sovrano del Paese è salito di 4,5 punti base al 2,0084% , con un livello che ha incrementato lo spread sopra 140 punti, anche a causa del fatto che, contemporaneamente, il rendimento dei Bund tedeschi nello stesso periodo è risultato in calo di 2.4 punti base, pari allo 0.622%.

Diverso il discorso per quanto concerne il Forex. L'euro è sembrato essere più resiliente, con il blocco delle 19 nazioni oramai abituato ad assorbire la tensione politica all'interno dei suoi Paesi membri. La valuta unica è così ulteriormente in consolidamento, con un aumento delle quotazioni del 2,5% rispetto all'anno precedente. C'è inoltre cautela circa la possibilità che gli USA applichino in maniera radicale nuove tariffe commerciali, dopo i commenti del fine settimana da parte di Peter Navarro, capo dell'Ufficio per il commercio della Casa Bianca. Navarro ha infatti affermato che mentre potrebbero esserci eccezioni per usi aziendali specifici, non ci sarebbe alcuna esclusione per i singoli Paesi.

Il contesto finanziario è dunque in continuo divenire e, considerate le premesse, nessuno scenario sembra potersi escludere.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA