BTP Italia novembre 2018 conviene? Perchè è meglio il vecchio della nuova emissione

BTP Italia novembre 2018 conviene? Perchè è meglio il vecchio della nuova emissione
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Il nuovo BTP Italia in collocamento da oggi 19 novembre offre una cedola minima garantita dell'1,45 per cento

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E' partito oggi il collocamento del nuovo BTP Italia novembre 2018. La nuova emissione del BTP Italia offre una cedola minima garantita dell'1,45 per cento è che decisamente più sostanziosa rispetto a quella offerta dalle precedenti emissioni. Sulle caratteristiche del nuovo BTP Italia 2018 si è molto detto. Con l'avvio del collocamento del BTP Italia codice ISIN IT0005351660 e scadenza 26/11/2022, il focus della discussione non riguarda più le condizioni di sottoscrizione ma la convenienza. La domanda che oggi molti investitori si pongono è la seguente: il nuovo BTP Italia novembre 2018 conviene? E di conseguenza conviene comprare le nuova emissione del BTP Italia?

La cedola minima garantita offerta è nettamente più alta rispetto a quella delle ultime serie. Alcuni analisti, inoltre, affermano che il tasso definitivo, fissato al termine del periodo di raccolta ordini potrebbe addirittura essere maggiore. Il nuovo BTP Italia 2022 scatta in automatico al secondo posto in termini di cedola base. A tale cedola, come da regolamento, va poi aggiunta semestralmente l’inflazione dell'Italia. 

Il nuovo BTP Italia 2018 conviene quindi? L'euforia ha sempre accompagnato il lancio di ogni BTP Italia e in pratica, in tutte le emissioni, si è sempre avuto un approccio molto sentimentale e poco razionale. Per capire se conviene comprare il nuovo BTP Italia è necessario fare un raffronto con il passato. Rispetto alle emissioni precedenti, oggi il divario è netto a causa anche delle note difficoltà dei bond governativi italiani.

Proprio il paragone rimette in difficoltà il presunto primato competitivo del BTP Italia 2022. Questo avviene soprattutto nel raffronto con il BTP Italia 2026 che fu più penalizzato in assoluto sul secondario. Questo titolo che vanta una cedola base di appena lo 0,55 per cento, lo scorso venerdì quotatava a 89,27 euro con un ribasso rispetto al debutto del 10,73 per cento.

Se si considerano i quattro anni di durata del 2022, il maggiore rendimento da cedola nell’intero periodo – essendo identica l’inflazione aggiuntiva – diventa quindi il fattore fondamentale per capire quale BTP Italia conviene di più. Considerando uno scarto annuo dello 0,9 per cento dato dalla differenza tra 1,45 per cento meno 0,55 per cento, il maggiore importo cedolare risulta nell’intero periodo del 3,6 per cento. A questa percentuale deve essere poi aggiunto lo 0,4 per cento imputabile al premio di fedeltà.

A conti fatti, la differenza a favore del 2026, acquistato sul mercato, è netta. In pratica la transazione sul secondario è migliore rispetto alla sottoscrizione dell’emissione 2022. Questo scarto è evidente per chi ha minus fiscali da portare in compensazione.

Non è escluso che questo calcolo sulla convenienza sia stato fatto anche dai risparmiatori. Per capire se la nuova emissione del BTP Italia ha successo o meno è necessario guardare alla raccolta. Secondo i dati in tempo reale (ultima rilevazione alle ore 16,00 di oggi 19 novembre), il ritmo della raccolta ordini del nuovo BTP Italia con scadenza novembre 2022 resta basso. Il numero di contratti di sottoscrizione è arrivato a quota 14.500 circa con un controvalore di appena 440 milioni. 

Segui l'aggiornamento in tempo reale sul collocamento del nuovo BTP Italia novembre 2018

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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