Fusione FCA Renault: errore ritirare proposta? Tanta visibilità per azioni Fiat

Fusione FCA Renault: errore ritirare proposta? Tanta visibilità per azioni Fiat

L'ipotesi di fusione tra FCA e il Gruppo Renault non è tramontata: ecco gli ultimi aggiornamenti

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La proposta di fusione FCA Renault è morta. Viva la fusione Fiat Chrysler Renault! E' possibile ricorrere a questo vecchio rituale della monarchia francese per sintetizzare le ultime novità sull'asse Parigi Torino. Contrariamente a quello che si poteva ipotizzare in un primo tempo, infatti, l'ipotesi di fusione Fiat Chrysler Renault non è affatto definitivamente tramontata.

I CFD sono strumenti complessi e presentano un elevato rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria.Il 66% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando negozia CFD con questo fornitore. Prima di investire assicurati di comprendere come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.

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La presenza ancora oggi di sono alcune probabilità circa un possibile accordo tra le due case automobilistiche che porterebbe alla nascita di un colosso mondiale del settore automotive, mantiene ovviamente alto l'appeal tanto sulle azioni FCA a piazza affari quanto sul titolo Renault a Parigi.

Ovviamente rispetto ad una settimana fa, oggi la parola d'ordine è prudenza e infatti tutti i soggetti coinvolti nella possibile operazione sono ben attenti a restare abbottonati. Una cosa è quasi certa. Secondo quanto affermato dal quotidiano finanziario Milano Finanza, solitamente molto informato sull'argomento, in casa Lingotto in molti si sono resi conto che il famoso comunicato notturno, voluto dal presidente John Elkann, e con il quale Fiat Chrysler ha ritirato la proposta di fusione indirizzata giorni prima al Gruppo Renault "è stato quantomeno precipitoso". Logicamente nessuno può dire quanto effettivamente tale comunicato rappresenti la volontà di mettere una pietra tombale sulle trattative e quanto esso abbia invece il sapore di pressione psicologica. Quello che però conta, come evidenziato da MF, è che adesso a Torino in tanti iniziano quasi a pentirsi per quella che viene considerata una decisione affrettata. 

Ad ogni modo il tempo intercorso tra la rottura delle trattative e oggi ha avuto comunque il merito di rendere evidenti quelli che erano i tanti punti critici che ostacolavano realmente la possibile fusione tra le due case automobilistiche. Affermiamo questo perchè, accanto alle titubanze del governo francese, azionista con il 15 per cento di Renault, con il senno di poi sembrano emergere oggi anche altri problemi fino ad un settimana fa solo ipotizzati ma oggi provati. Milano Finanza ha ricordato che nella giornata di ieri i vertici di Nissan, nell'ombra durante le calde giornate in cui la fusione FCA Renault sembrava essere ad un passo, hanno meso sul piatto le condizioni affinché l'ipotesi di fusione tra le due case possa ripartire.

In base a quanto riportato da Milano Finanza, Nissan avrebbe chiesto che Renault riduca "sensibilmente la sua quota nel capitale della casa di Yokohama, di cui ora detiene il 43,5 per cento". La condizione di Nissan è ben precisa e, a questo punto, è davvero difficile che la trattativa tra FCA e Renault possa ripartire senza che i giapponesi vengano accontentati. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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