Dimissioni Draghi: conseguenze per investitori. Ecco quanto costeranno

volto di Mario Draghi con bandiera Ue alle sue spalle

Le certe dimissioni di Mario Draghi sono il fatto del giorno. L’impatto della fine del governo Draghi sul mercato italiano (azionario e obbligazionario) è apparso evidente fin da questa mattina (Ftse Mib in profondo ribasso, spread Btp bund a 240 punti base, tassi a livelli greci). In realtà quanto sta avvenendo in queste ore potrebbe essere solo un assaggio di ciò che aspetta l’Italia nelle prossime settimane. Mentre la pseudo-politica italiana sarà alle prese con i soliti riti che (purtroppo) tanto piacciono ad una parte di questo paese (evidentemente ben identificato in questa sceneggiata), finanza ed economia saranno alle prese con ben altre problematiche.

In questo articolo focalizzeremo la nostra attenzione proprio su questo punto: quali saranno le conseguenze delle dimissioni di Draghi sugli investitori italiani? Quanto ci costerà la crisi di governo? Prima di scendere nel dettaglio provando a tracciare un quadro ipotetico, di preme mettere in evidenza un aspetto costruttivo che è insito in ogni di crisi di governo che si rispetti. In fasi di forte incertezza politica, la volatilità sui mercati (in primo luogo su Borsa Italiana in quanto mercato direttamente coinvolto) tende ad essere molto alta. Ebbene noi sappiamo che nei momenti di più spiccata volatilità, le occasioni di trading tendono ad aumentare. Tutto ciò si può sfruttare operando con un broker autorizzato che offre anche strumenti avanzati come ad esempio eToro (demo gratis + deposito minimo di soli 50 dollari>>>scopri sul sito ufficiale).

Crisi di governo: ecco quanto ci costa

I vari analisti non hanno perso tempo a pubblicare i soliti report sui costi della crisi di governo. Secondo Citi, la crisi potrebbe avere come conseguenza vendite per 200 miliardi di euro sui BTP. La prospettiva di nuove elezioni, avrebbe come contraccolpo il blocco delle riforme con il rischio concreto per l’Italia di perdere ben 145 miliardi di euro di fondi PNRR.

Per quello che riguarda il mercato azionario, il Ftse Mib potrebbe perdere il 5 per cento bruciando (come si suol dire in questi casi) ben 30 miliardi di capitalizzazione. Molto duro anche il commento di Equita SIM secondo la quale ogni 100 punti di maggiore tasso di interesse, si traducono un un aumento della spesa per interessi sul debito pubblico di ben 2,5 miliardi nel 2023, 7 miliardi nel 2024 e 10,1 miliardi nel 2025. Insomma quanto sta avvenendo ora in borsa è nulla in confronto a quanto alla fine costerà la crisi di governo agli italiani.

Dimissioni di Draghi: conseguenze per gli investitori

Dopo aver visto le conseguenze per l’Italia, vediamo adesso, brevemente, quelle per gli italiani. Lato investitori non è difficile ipotizzare cosa possa accadere. La situazione internazionale è già quella che è (inutile essere ripetitivi e ricordare i tantissimi motivi di crisi che oggi sono presenti), aggiungere anche la crisi politica italiana significa aprire un ennesimo fronte e portare incertezza all’incertezza. Come noto, gli investitori odiano l’incertezza e solitamente, in sua presenza, reagiscono con la sola carta che hanno a disposizione: vendendo. Del resto, già nei giorni scorsi quando la crisi era solo un’ipotesi remota, numerosi fondi speculativi avevano incrementato le rispettive posizioni corte su molte quotate del Ftse Mib (con gli italiani si gioca sempre facile…).

Premesso ciò, a livello settoriale saranno le banche e le assicurazioni ad essere le più penalizzate. Il motivo è semplice: bancari e assicurativi sono i titoli che detengono, nei loro bilanci, il debito pubblico. Si può obiettare in questi casi casi che le banche solide non dovrebbe essere contagiate da questa situazione. E invece no perchè in un contesto simile, la solidità della singola banca passa in secondo piano.

Per quello che riguarda il debito, qui non servono grandi studi per capire cosa avverrà: i rendimenti inizieranno a salire (già questa mattina sono in movimento) mentre i prezzi scenderanno.

Insomma forse è meglio prepararsi a mesi complessi. Chi pagherà le conseguenze maggiori di questa situazione? Ovviamente l’investitore patriota ossia chi ha tutto puntato su banche-btp e Eni. Chi ha ben diversificato corre molti meno rischi, anzi la crisi italiana diventa un’occasione per speculare.

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