I giudizi degli analisti di oggi sulle blue chips europee

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Il mese di novembre si chiude oggi tra incertezze sulla direzione dei mercati ed attese per i dati macroeconomici. Si attendono per oggi alle 14:30 i dati preliminari relativi al PIL americano per il terzo trimestre seguiti alle 16:00 dalla fiducia dei consumatori ed il Chicago PMI per il mese di novembre.
La tendenza alla correzione dei listini si è concretizzata ieri con una chiusura contrastata degli indici principali dopo che i futures in mattinata lasciavano prevedere un'ulteriore sessione in verde. Il Dow Jones e l'S&P500 hanno chiuso rispettivamente a 10476 e 1178 punti, influenzati al leggero ribasso dal warning di Wal-Mart (US9311421039) circa il livello delle vendite per il mese di novembre che ha trascinato dietro di sà à‚© anche altri players del settore. Il Nasdaq, dopo una partenza positiva ed un successivo rintracciamento, ha conquistato un minimo rialzo proprio nel finale senza far registrare particolari spunti tra i titoli principali, escludendo tra questi Apple (US0378331005) che ormai sembra fare corsa a sà à‚© e che ha chiuso in rialzo del 6% dopo nuovi commenti positivi da parte degli analisti (vedi: Nasdaq: Analisti pazzi per Apple). Le attese circa un rintracciamento di Google (US38259P5089) per ora sembrano smentite dai fatti ed il titolo mantiene la quota di circa $180 per azione. Intel (US4581401001) non risente del giudizio positivo rilasciato ieri da Banc of America (vedi: Nasdaq: Analisti pazzi per Apple)e rimane invece colpita dall'annuncio di IBM (US4592001014) la quale, insieme a Toshiba (JP3594000006) e Sony (JP3435000009), ha dichiarato di aver sviluppato un nuovo chip per il settore dell'home entertainment che andrà  a far concorrenza diretta proprio al gigante mondiale dei microchip.
In sostanza, nella giornata di ieri, in assenza di dati e di trimestrali, il mercato si è posizionato per attendere senza eccessivo entusiasmo i dati che saranno rilasciati oggi e stando molto attenti a non lanciare segnali precisi circa l'inversione della tendenza al rialzo degli indici.
Il dollaro, dopo una cavalcata al ribasso oltre 1,33 contro l'euro sembra mostrare qualche forza, spinto più che altro dai timori di Giappone ed Europa e nella mattinata si mantiene nella fascia alta di 1,32. Il petrolio, pur non facendo più notizia, si riporta vicino ai $50 al barile a New York, mentre il Brent raggiunge quasi i $46 al barile.

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Massimo Melchiorre (Roma) 11.45 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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