Nasdaq: Apple, "matura" per una correzione?

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Il petrolio torna a far parlare di se. Il prezzo dell'oro nero (Brent) ha raggiunto in giornata a Londra nuovi massimi storici e a Wall Street (Crude) ha superato i $55 a barile ritornando nei pressi dei record assoluto dello scorso 25 ottobre ($55,67). I motivi di questo balzo sono da ricercare nella forte caduta delle temperature in tutto l'emisfero nord. Questa circostanza e i solidi dati relativi all'economia statunitense degli ultimi giorni hanno riacceso i timori che la domanda di petrolio possa talmente salire da superare l'offerta. La speculazione sul prezzo del petrolio è stata aiutata oggi inoltre dalle dichiarazioni di Adnan Shihab-Eldin, Segretario Generale dell'OPEC, al giornale kuwaitiano "Al -Qabas". Secondo Shihab-Eldin il prezzo del petrolio potrebbe toccare nei prossimi due anni anche $80 al barile in caso ci dovessero essere dei problemi di approvvigionamento. Un tale balzo sarebbe improbabile ma non potrebbe essere escluso nel caso che venissero a mancare al mercato uno o due milioni di barili al giorno a causa di una riduzione della produzione in un paese OPEC. Il rialzo del prezzo del petrolio fa soffrire i principali indici di Borsa a Wall Street. Riprendono invece vigore, naturalmente, i titoli petroliferi. Vola Unocal (US9152891027), +11,3% a $59,55, sulle voci di Opa da parte di ChevronTexaco (US1667641005), vedi: Rumors: Prossima una fusione nel settore petrolifero americano?.
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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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