Mercati USA: Cosa attendersi questa settimana

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La scorsa settimana i mercati azionari statunitensi hanno registrato una performance positiva. il Dow Jones e l'S&P 500 hanno guadagnato lo 0,9% ed il Nasdaq Composite l'1%. Dal fronte macroeconomico sono arrivati a Wall Street durante le ultime sedute di borsa dei segnali contrastati. Martedì scorso il Dipartimento del Commercio ha comunicato che gli ordinativi all'industria (Factory Orders) sono diminuiti ad ottobre del 4,7%. Gli economisti avevano atteso in media un calo di solo il 3,7%. Si è trattato inoltre del più forte regresso degli ordinativi all'industria dal luglio del 2000. Il dato ha piemamente confermato quanto segnalato già durante la settimana precedente dall'indice dei direttori d'acquisto dell'area di Chicago (Chicago PMl) e dall'indice ISM per novembre: il settore manifatturiero negli USA sta chiaramente rallentando. Il forte calo degli ordinativi all'industria ad ottobre non ha fatto quindi altro che aumetare ulteriormente i timori su un possibile "hard-landing" dell'economia statunitense. Allo stesso tempo sono cresciute d'altra parte anche le speranze su un eventuale prossimo taglio dei tassi d'interesse da parte della Fed, una circostanza che ha sostenuto i listini azionari. Venerdì scorso i dati di novembre sul mercato del lavoro hanno cambiato però le carte in tavola. I dati sono risultati essere infatti, a sorpresa, nettamente superiori alle attese ed hanno fatto quindi diminuire i timori relativi alla crescita economica degli Stati Uniti. Di conseguenza sono anche diminuite le speranze degli investitori su una politica monetaria più accomodante della Banca Centrale Americana nel breve termine. Per questo motivo Wall Street ha reagito ai dati molto nervosamente. Dopo un'apertura piatta gli indici sono scesi in territorio negativo per tornare poi positivi e chiudere infine con dei moderati guadagni. Gli investitori attendono ora perciò con maggiore tensione l'ultima riunione dell'anno del FOMC (Federal Open Market Committee) in programma all'inizio di questa settimana. Se è scontato che il Comitato esecutivo della Fed lascerà i tassi d'interesse invariati al 5,25% il commento che accompagnerà la sua decisione dovrebbe essere di grande rilievo per l'ulteriore andamento dei mercati durante le prossime settimane. Gli investitori sperano che il FOMC dia qualche indicazione su che cosa intenda fare nel 2007. Se il FOMC dovesse ancora una volta sottolineare nelle sue parole i rischi inflazionistici piuttosto che il rallentamento dell'economia allora Wall Street dovrebbe reagire negativamente perchè ciò significherebbe che un taglio dei tassi d'interesse nel primo trimestre del 2007 è improbabile. Nonostante alcuni dati abbiano segnalato ultimamente un calo della pressione sui prezzi Ben Bernanke ed i suoi colleghi hanno ancora osservato nei loro recenti discorsi che l'inflazione resta la loro principale fonte di preoccupazione. Se il FOMC dovesse restare su questa linea e quindi deludere il mercato l'indice dei prezzi al consumo (CPI, Consumer Price Index), il cui annuncio è in programma venerdì, potrebbe di nuovo cambiare la situazione. Se il dato dovesse infatti sorprendere positivamente allora il mercato dovrebbe subito tornare a speculare su un prossimo taglio dei tassi d'interesse. Le stime degli economisti sono di un aumento dello 0,2% (dato di ottobre: -0,5%). Anche il core CPI, l'indice depurato dalle più volatili variazioni dei prezzi di cibo ed energia, dovrebbe essere aumentato lo scorso mese dello 0,2% (dato di ottobre: +0,1%).
Oltre alla riunione del FOMC e all'annuncio del CPI questa settimana sono in programma molti altri eventi macroeconomici. Oggi verrà comunicato il dato di ottobre sulle scorte dei grossisti (Wholesale Trade). Domani il Dipartimento del Commercio pubblicherà il dato sulla bilancia commerciale (Trade Balance). Secondo le stime degli economisti il deficit commerciale degli USA dovrebbe essere diminuito ad ottobre a $63,5 miliardi. Mercoledì è in programma l'annuncio del dato di novembre sulle vendite al dettaglio (Retail Sales) e del dato di ottobre sulle scorte di magazzino delle imprese (Business Inventories). Per quanto riguarda il dato sulle vendite al dettaglio, un importante indicatore per poter valutare l'andamento del consumo negli USA, le attese sono di un aumento dello 0,2%. Per venerdì segnaliamo infine la pubblicazione dei dati di novembre sulla produzione industriale (Industrial Production) e sull'utilizzazione della capacità produttiva (Capacity Utilization) e del NY Empire State Index per dicembre.
Sul fronte societario sono attese questa settimana delle interessanti trimestrali che ci daranno delle prime indicazioni sulla prossima "earnings season" che partirà tra un mese. Nel settore della distribuzione segnaliamo per domani i risultati di Best Buy (US0865161014) e di Dollar General (US2566691026) e per giovedì quelli di Costco (US22160K1051). Nel comparto dellle banche d'investimento domani comunicherà i suoi dati di bilancio Goldman Sachs (US38141G1040) mentre giovedì sarà la volta di Lehman Brothers (US5249081002) e di Bear Stearns (US0739021089). Nel settore high-tech giovedì sono attese le trimestrali di Adobe (US00724F1012) e di Ciena (US1717791016). Oggi Nortel Networks (CA6565681021) dovrebbe brillare a Wall Street. Durante il fine settimana la rinomata rivista finanziaria "Barron's" ha espresso ottimismo sul colosso delle infrastrutture delle comunicazioni.
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