Macroeconomia: L'indice dei prezzi al consumo non riserva sorprese

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Circa un'ora fa il Dipartimento del Commercio ha comunicato che l'indice dei prezzi al consumo (CPI, Consumer Price Index) è cresciuto lo scorso mese negli USA dello 0,5%. Il core CPI, l'indice depurato dalle più volatili variazioni dei prezzi di cibo ed energia, è aumentato da parte sua dello 0,2%. Entrambi i dati hanno corrisposto esattamente alle attese degli economisti. L'aumento del CPI è stato dovuto alla crescita dei prezzi del gasolio, dell'abbigliamento e del tabacco. Si è trattato del primo incremento del CPI dallo scorso agosto. Per quanto riguarda l'intero 2006 il CPI è cresciuto del 2,5% ed il core CPI del 2,6%. Nel 2005 il CPI e la sua versione core erano aumentati rispettivamente del 3,4% e del 2,2%. La notizia del CPI conforme alle attese degli economisti è da interpretare positivamente dopo che ieri il PPI (Producer Price Index, l'indice dei prezzi alla produzione) era risultato essere nettamente al di sopra delle previsioni ed aveva fatto aumentare perciò i timori del mercato sulla crescita dell'inflazione. I dati sulle costruzioni di nuove case (Housing Stars) e sulle richieste di sussidi alla disoccupazione (Jobless Claims), pubblicati sempre nel pre-borsa di oggi, hanno d'altra parte segnalato che l'economia americana continua a godere di una buona salute, una circostanza che ha fatto diminuire le speranze degli investitori su un taglio dei tassi d'interesse da parte della Fed nel breve termine.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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